FINCHÉ FORSE NON VI SEPARI – ALWAYS BE MY MAYBE di Nahnatchka Khan (2019)

Quindici anni di totale silenzio separano Sasha Tran (Ali Wong) e Randall Park (Marcus Kim). Migliori amici per tutta l’infanzia e l’adolescenza, si allontanano improvvisamente dopo un breve flirt, perdendosi di vista. Nonostante le profonde differenze sviluppate negli anni, la scintilla fra loro non si è ancora spenta, ed è al momento del loro nuovo incontro che entra nel vivo la commedia romantica di Nahnatchka Khan

Sono due personalità opposte Randall e Sasha, uno bloccato dalla paura di maturare e fallire, incapace di dare avvio alla sua vita adulta, l’altra proiettata sempre più verso il successo e la fama di chef internazionale. Due stili di vita inconciliabili, che si ritrovano a cercare un compromesso per amore.

Sulla carta questa rom-com segue appieno le aspettative del genere, lieto fine compreso, vi sono però alcuni elementi che la rendono particolarmente degna di menzione. Innanzitutto, per quanto riguarda il casting, ripaga immediatamente la scelta degli stand-up comedian, già volti noti del catalogo Netflix: dall’indomabile ed esilarante Ali Wong alla travolgente Michelle  Buteau. La componente comica spesso oltrepassa quella propriamente romantica, fino ad arrivare per esempio al paradossale e imperdibile cameo di Keanu Reeves, nei panni di se stesso. 

In secondo luogo, considerando che si tratta dell’esordio di una regista, di uno sguardo femminile dietro la macchina da presa, non stupisce la particolare dinamica che si crea fra i personaggi e nel pubblico. Complice la forte personalità dell’interprete, la protagonista femminile è senza dubbio il personaggio più risoluto e più affascinante, mentre il protagonista maschile appare più debole e insicuro. Al contrario di molte altre commedie romantiche, tuttavia, affinché avvenga il lieto fine, qui non è necessario che il personaggio femminile diventi meno intimidatorio.

Non passa inosservata, infine, la volontà di valorizzare il contesto Asian-American in cui si inseriscono i protagonisti, uno coreano, l’altra vietnamita-cinese. L’attenzione ai dettagli si dimostra necessaria, non solo perché è parte dell’identità dei personaggi e della loro psicologia, ma soprattutto perché un pubblico molto vasto e generalista come è quello di Netflix (in 190 Paesi diversi) ha una conoscenza molto superficiale delle culture e delle popolazioni asiatiche. 

Non si tratta del primo esperimento statunitense, poiché Ali Wong e Randall Park sono già rispettivamente sceneggiatrice e interprete della serie tv Fresh Off the Boat, tuttavia la comicità in chiave asiatica è ancora una novità persino negli Stati Uniti in cui, come è noto, la rappresentazione mediatica delle minoranze culturali è ancora fortemente condizionata da pregiudizi e razzismo.

Un piccolo esperimento come Finché forse non vi separi si aggiunge quindi alla lunga lista dei film che in questi ultimi anni cercano di arricchire il panorama visuale e le politiche della rappresentazione, dimostrando di poterlo fare anche senza mettere in campo questioni propriamente politiche, ma partendo proprio dal genere più semplice: la storia d’amore.

di Valeria Verbaro

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