SOLO COSE BELLE di Kristian Gianfreda (2019)

, Opere Prime

La vita scorre serena e monotona nel piccolo paese di San Giovanni in Marignano nell’entroterra riminese. Il sindaco Stefano Corradini (Giorgio Borghetti), in tempo di elezioni, elargisce e riceve a sua volta attenzioni e riverenze, in un continuo incontro e scontro di maschere ipocrite e interessi sotterranei.

A turbare l’equilibrio borghese e, allo stesso tempo, provinciale del paesino è l’arrivo dei membri di una casa-famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII, nuovi inquilini di un antico palazzo del centro, sfortunatamente già nelle mire degli imprenditori locali.

I nuovi concittadini non sembrano affatto benvenuti, ostracizzati sfacciatamente dal resto della comunità che teme ogni elemento di turbamento e alterità. L’unica persona che, prima per caso, poi mossa da compassione e curiosità, si avvicina a loro è Benedetta (Idamaria Recati), la figlia del sindaco.

La sedicenne, inizialmente molto popolare ma costantemente sotto pressione per il ruolo pubblico dei genitori, entra nella casa-famiglia attratta dal misterioso Kevin, ma gradualmente si affeziona a ogni componente di questa strana e meravigliosa famiglia allargata, trovando contemporaneamente un luogo sicuro in cui conoscere meglio sé stessa.

L’esordio di Kristian Gianfreda, scritto insieme ad altri sei sceneggiatori, affronta con ilarità e semplicità temi molto scomodi nell’attuale società. Evidenzia, soprattutto nella prima metà, il diffuso atteggiamento diffidente e razzista dell’italiano medio, da un lato attirato dalla sicurezza dell’agio borghese e dall’altro influenzato dal populismo e dalla politica urlata.

Anche se in una forma ancora non del tutto matura, soprattutto nella gestione delle relazioni e dei dialoghi fra i personaggi, Solo cose belle è un piccolo film indipendente, coraggioso e divertente, con il grande pregio di dare visibilità a una realtà positiva, come la già esistente Comunità Papa Giovanni XXIII, ai cui veri membri, alcuni dei quali presenti nel cast stesso del film, sono ispirate le vicende raccontate.

di Valeria Verbaro