SOMEONE GREAT di Jennifer Kaytin Robinson (2019)

Someone Great di Jennifer Kaytin Robinson, descritto in una sola frase, è un’intramontabile commedia young adult statunitense.

Jenny (Gina Rodriguez), una ragazza alla soglia dei trent’anni, si ritrova al bivio necessario per entrare definitivamente nel mondo adulto: abbandonare New York per la carriera o rimanere accanto ai suoi affetti più cari.

Ottenuto il lavoro dei sogni come giornalista musicale a San Francisco, ha una sola settimana di tempo per lasciarsi alle spalle New York, le sue migliori amiche e una storia d’amore di nove anni, improvvisamente troppo fragile per resistere ai chilometri di distanza.

Fin qui niente di eccezionale, si tratta di un filone consolidato ed estremamente redditizio. Potrebbe passare in sordina, se non fosse che, grazie al “fattore Netflix” – ossia una maggiore libertà nei temi e nei dialoghi – il film acquista un irresistibile senso dell’umorismo.

Tralasciando il doppiaggio in italiano, sicuramente troppo caricato rispetto al tono originale, la Robinson riesce a creare tre personaggi femminili divertenti e articolati, prendendosi in parte anche gioco del genere stesso di film che realizza.

A questo scopo, la scelta di Gina Rodriguez (nota al pubblico per Jane the Virgin, n.d.r.) come protagonista si dimostra molto intelligente, dato che il suo stile di recitazione e il precedente ruolo televisivo che l’ha resa celebre sono entrambi volutamente parodici.

La vera sorpresa del film , tuttavia, è il perfetto equilibrio che si crea fra le tre co-protagoniste. Accanto all’eccentrica Jenny, infatti, brillano di luce propria anche Blair (Brittany Snow) ed Erin (Dewanda Wise).

L’una per la capacità di entrare e uscire continuamente dallo stereotipo della donna bianca in carriera, tipico in questo genere di film; l’altra per la necessaria ed esilarante dose di cinismo che riequilibra ogni situazione sopra le righe.

Nell’ottica della nuova consapevolezza femminista negli Stati Uniti, inoltre, Someone Great rappresenta un piacevole esempio di racconto al femminile, riuscendo a trattare il tema stesso della femminilità, dell’essere donna nel 2019, senza sembrare troppo pedante o didascalico, anzi riuscendo a strappare un sorriso a ogni scena.

È un progetto pensato, scritto e realizzato da e per le donne, con l’obiettivo di scattare un’istantanea del sentimento, o meglio dello spirito del tempo, che oggi le unisce e le rappresenta.

di Valeria Verbaro