LA CASA DI FAMIGLIA di Augusto Fornari (2017)

, Opere Prime

Oreste, Alex, Fanny, Giacinto. Un compositore, un maestro di tennis, una commessa e un direttore di banca.

Quattro fratelli diversissimi fra loro accomunati da due sole cose: il padre in coma da 5 anni e la grande casa di famiglia ormai disabitata.

L’incipit del film è molto semplice: Alex (Lino Guanciale), finito sul lastrico, chiede un prestito alla sorella (Matilde Gioli).

Quest’ultima decide insieme agli altri fratelli (Libero De Rienzo e Stefano Fresi) di aiutarlo mettendo in vendita la casa di famiglia, dato che ormai il padre Sergio sembra non avere chance di risveglio.

Proprio il giorno dopo aver preso quest’importante decisione, invece, Sergio (un azzeccatissimo Luigi Diberti) si risveglierà dal coma, cogliendo tutti di sorpresa e scatenando l’inizio di una lunga serie di eventi ed equivoci che accompagneranno lo spettatore fino alla fine.

Poiché i medici si raccomandano di far stare tranquillo l’uomo, che dopo la riabilitazione è pronto per tornare a casa, i quattro fratelli escogitano piani, escamotage e inventano di sana pianta bugie improbabili per tenere nascosto ciò che, poche ore prima, hanno messo nero su bianco dal notaio.

Quella che si fa strada è, quindi, una vera e propria recita studiata a tavolino momento per momento, in un pot-pourri fatto di mobili spostati, venduti e recuperati grazie a uno strambo “antiquario”, passando per battute, ricatti, incomprensioni e animato anche dall’entrata in scena di un importante personaggio secondario, che metterà a dura prova la riuscita della “performance” messa in piedi dai quattro strampalati personaggi.

Tratto dall’omonimo spettacolo teatrale, scritto dallo stesso regista insieme a Toni Fornari, Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli, e portato in tournée a partire dal 2011, La casa di famiglia è una commedia piacevole che nasconde non poche riflessioni sul tema della famiglia e dei ricordi.

La struttura della diegesi è semplice ma non banale, e ciò rende l’opera godibilissima, seppur non si tratti di un’eccellenza. Abbondano, inoltre, i momenti esilaranti che portano a un finale che per molti può essere inaspettato.

Nel complesso, le interpretazioni del quartetto di protagonisti si dimostrano convincenti. Ognuno di loro tratteggia in modo brillante le peculiarità relative al proprio personaggio, interagendo efficacemente con gli altri.

Augusto Fornari, conosciuto in Italia in veste di attore e autore di teatro, mette quindi in piedi un più che valido esordio alla regia, prodotto da IIF e distribuito da Vision Distribution.

di Ilaria Becattini