L’EROE: la storia di un personaggio filtrata dai media. Intervista a Cristiano Anania

, Fatti di cinema

L’eroe, opera prima di Cristiano Anania, è un coraggioso noir incentrato sulla figura di un timido giornalista, impersonato da Salvatore Esposito, alle prese con un dramma all’apparenza più grande di lui.

Il regista ci racconta qui il suo esordio.

  • Come hai scelto l’argomento e qual è stata la genesi dell’opera?

Io la commedia non la so fare, quindi c’era già una selezione in partenza. Era inutile anche provarci. Il tema principale è la notizia, che oggi come oggi è un argomento molto dibattuto, fra polemiche e notizie vere o false. L’idea nasce nei salotti televisivi del pomeriggio, in cui tutte le notizie vengono amplificate e su cui vengono ricamate sopra puntate su puntate per attirare il pubblico. In un Paese in cui non succede mai nulla, e dove tutti si conoscono, viene iniettato un virus: la scomparsa di un bambino. Un evento drammatico a cui tutti i personaggi reagiscono di conseguenza. Il film segue questi personaggi, mostrando come si muovono e come si comportano all’interno di ambiente ristretto e in seguito a questo trauma.

  • Il protagonista, Salvatore Esposito, è noto al grande pubblico per il suo personaggio in Gomorra. Qui propone una performance molto diversa. Che lavoro è stato fatto, per la costruzione del personaggio?

Il suo ruolo in Gomorra è ad oggi quello che lo caratterizza di più, ma lui è un eccellente attore, poliedrico, che sa recitare con il corpo. Nel film ha una camminata particolare, che coinvolge tutto il corpo, come le braccia stese lungo i fianchi, che delineano questo personaggio timido e impacciato. Quando gli ho proposto il ruolo ha detto che era diverso da tutto ciò che aveva fatto fino a quel momento. Questo gli avrebbe permesso di mettersi in gioco e creare un personaggio per lui inedito. Il suo personaggio lo abbiamo creato insieme, anche attraverso la scelta dei costumi, che disegnano quest’uomo dal gusto un po’ rétro. Forse questo lavoro di costruzione fatto insieme a Salvatore è ciò di cui vado più orgoglioso.

  • Da cosa è stata motivata la scelta di una location così particolare, a metà fra mari e monti?

Noi abbiamo girato tre settimane su quattro a Maratea, in Basilicata. È un luogo molto particolare, fatto di tante micro-frazioni: ti giri da una parte e trovi il mare, ti volti dall’altra e vedi le montagne. Di certo è anche un luogo funzionale, perché di qualunque paesaggio tu abbia bisogno lo hai e sembrava interessante, ai fini della storia, mostrare un paesaggio così sfaccettato.

di Giulia Losi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.