IL RAGAZZO CHE CATTURÒ IL VENTO (2019) di Chiwetel Ejiofor

Presentato al Sundance Film Festival 2019 e disponibile in tutto il mondo su Netflix dal 1 marzo, Il ragazzo che catturò il vento vede Chiwetel Ejiofor nelle vesti di interprete, sceneggiatore e, per la prima volta, regista di un’emozionante storia vera.

Il film, infatti, è tratto dall’omonimo libro autobiografico di William Kamkwamba (scritto a quattro mani con Bryan Mealer), un geniale ragazzo del Malawi che salvò il suo villaggio dalla carestia del 2001 sfruttando l’energia eolica.

Ejiofor, artista britannico di origine nigeriana, da regista prende innanzitutto una decisione coraggiosa, scegliendo di rispettare la verosimiglianza della lingua locale del Malawi, il Chewa, in un film significativamente finanziato con fondi pubblici della BBC (Regno Unito).

L’intento, a questo proposito, è infatti proprio quello di mettere indirettamente in scena le conseguenze disastrose del colonialismo europeo in Africa, senza però porre il focus su questioni esclusivamente politiche.

Da regista e sceneggiatore, Ejiofor trova il modo di traslare questo aspetto su una tematica molto più generica, come il rapporto fra Natura e Cultura. Accanto agli studenti in uniforme e cravatta, agli abiti occidentali e alla democrazia importata, fa infatti capolino un aspetto ancestrale totalmente sconosciuto al grande pubblico, incarnato dalle apparizioni quasi divine dei danzatori del Gule Wamkulu, l’affascinante danza rituale delle comunità Chewa, patrimonio dell’UNESCO, tradizionalmente eseguita da una comunità segreta di uomini, che compare durante le feste del raccolto o durante le cerimonie sociali (riti di passaggio, matrimoni o funerali) e in cui tutti sono mascherati, per incarnare le corruzioni morali da debellare dalla comunità.

Il medesimo rapporto atavico con il luogo di appartenenza, inoltre, è rappresentato attraverso la scelta di narrare la storia in capitoli, corrispondenti alle principali fasi dell’agricoltura e del legame materico con l’arida terra: Semina, Coltivazione, Raccolto, Carestia e Vento.

La contrapposizione fra Natura e Cultura, infine, viene ulteriormente incarnata dal conflitto generazionale fra il giovane William (Maxwell Samba) e il padre Trywell (Ejiofor stesso).

William, il ragazzo che letteralmente cattura il vento, infatti viene prima progressivamente ostacolato dalla disperazione e dalla metaforica miopia del padre, che si dichiara moderno ma che in realtà fatica ad ammettere i suoi limiti di genitore e mentore in relazione a un figlio molto più intelligente e istruito di lui.

In maniera sottile, inoltre, attraverso la genialità di William il film pone l’accento sull’universalità del talento, che può manifestarsi in ogni parte del mondo a prescindere dalle condizioni di vita, ma che inevitabilmente può essere messo in atto solo in relazione ai mezzi effettivi di una comunità.

di Valeria Verbaro

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