TRE GIORNI DOPO di Daniele Grassetti (2013)

, Opere Prime

Matteo, Nicola e Sandro sono tre ragazzi sui 25 anni che convivono in una casa a Roma, nel quartiere del Pigneto. Matteo, studente ansioso e un po’ imbranato, ha appena stampato la sua tesi triennale. È innamorato di Olimpia, ragazza brasiliana che vive nel suo palazzo, ma non trova mai il coraggio di dichiararsi, e sta per tornare a Grosseto, da sua nonna, per le vacanze di Pasqua.

Nicola è molto meno apprensivo del suo coinquilino, non a caso si mantiene tenendo lezioni di rilassamento muscolare per anziani. Sandro, invece, dei tre è il più “scapestrato”. Oltre a essere strafottente con i suoi due amici, in particolar modo Nicola, è anche un giocatore d’azzardo non troppo talentuoso. 

Ha, non a caso, debiti di gioco con il dottor Carlo, boss locale del gioco d’azzardo, nonché proprietario della casa in cui abitano i tre protagonisti. Come se non bastasse il dottor Carlo è anche il padre di Pistacchietto, ex fidanzato di Olimpia, un poco di buono, impegnato solo ad ubriacarsi e sballarsi.

Poste le premesse e rivelati gli “ingredienti”, lo spettatore si fa sin da subito un’idea di quello che sarà lo svolgimento del film e il risultato finale. Il regista, seppur abile nel mettere in scena situazioni divertenti e capaci di strappare un sorriso, non riesce, tuttavia, a sorprendere il pubblico, che vede sullo schermo esattamente ciò che si aspetta.

I vari personaggi non sono altro che degli stereotipi, pertanto il loro comportamento risulta abbastanza prevedibile, su tutti quello di Matteo e Sandro. Il primo è il classico bravo ragazzo più volte visto sul grande schermo: studente impacciato, timido e innamorato. Il secondo è esattamente l’opposto: sicuro di sé, ma fondamentalmente incapace, senza amici né buon senso.

Anche Olimpia interpreta un ruolo abbastanza convenzionale, è l’unica figura femminile del film e a lei spetterà il compito di sostenere Matteo e aiutarlo a trionfare.

Grassetti è stato, tuttavia, artefice di alcune trovate insolite ed estremamente divertenti, come la fuga e la richiesta d’asilo nella chiesa di Padre Moreno, il rapimento del bambinello e, naturalmente, la “resurrezione” di uno dei personaggi a Pasqua, tre giorni dopo – ecco spiegato il titolo del film – la sua presunta morte.

Inoltre, la narrazione degli eventi procede in maniera ritmata e coinvolgente, perciò lo spettatore si lascia prendere e intrattenere da questa storia piacevole, spiritosa e soprattutto non volgare (qualità non scontata nelle commedie italiane contemporanee).

Tre giorni dopo è un film sicuramente non perfetto, ma rimane comunque un buon prodotto. Dopotutto si tratta di un’opera prima, perciò non possiamo che augurarci di vedere al più presto un secondo lungometraggio di Daniele Grassetti per osservare l’evoluzione di questo regista.

di Alice Romani