DEI di Cosimo Terlizzi (2018)

, Opere Prime

L’opera prima di Cosimo Terlizzi, “Dei“, racconta una fase della vita di Martino, un momento di crescita e cambiamento: il suo passaggio dall’adolescenza all’età adulta, ma anche dalla campagna alla metropoli.

Il protagonista, infatti, vive con i genitori in aperta campagna, in un luogo quasi senza tempo, circondato da ulivi secolari e animali. Tuttavia, è interessato a scoprire e conoscere cosa c’è oltre i suoi orizzonti, così segue un corso di storia dell’arte all’università di Bari, pur non essendovi iscritto.

Le interessanti lezioni sulla bellezza e sulle divinità greche, insieme all’incontro con quattro nuovi amici, permettono a Martino di sperimentare nuove emozioni, vivere esperienze diverse e riflettere sulla propria esistenza.

Il ragazzo si trova, dunque, ad abitare due mondi molto diversi tra loro: quello rurale, agreste, legato alla natura e all’infanzia, e quello metropolitano, sinonimo di scoperta, trasgressione e novità.

“Sua Maestà Bari”, come viene soprannominata dai ragazzi, ha tanto da offrire a Martino, il quale sembra essere disposto a sacrificare la campagna per poter vivere la città. Il simbolo di questo sacrificio è l’ulivo che la famiglia di Martino possiede, un albero secolare dal grandissimo valore economico, che il ragazzo chiede a suo padre di vendere per potersi permettere gli studi.

Attraverso gli occhi magnetici di Luigi Catani, il giovane interprete di Martino, Terlizzi narra una storia particolare ma al tempo stesso universale, un racconto di formazione nel quale tutti noi spettatori possiamo ritrovarci. Il regista è riuscito a portare sullo schermo la bellezza di cui si parla in tutta la pellicola: quella dei corpi, della terra pugliese, della natura, le vere divinità cui il titolo del film fa riferimento.

di Alice Romani