Academy Awards: rivoluzioni, conferme e sorprese della 91ª edizione

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A pochi giorni dall’annuncio delle candidature, gli Oscar di quest’anno già si prospettano come i più rivoluzionari, non solo perché per la prima volta dal 1988, probabilmente, la cerimonia non avrà l’ormai tradizionale presentatore, ma soprattutto perché, per la prima volta nella storia del premio, questa edizione vedrà sia Netflix sia la Marvel competere per la corsa ai premi più ambiti, rispettivamente con Roma e Black Panther.

Ben sette, infatti, sono le nomination per quest’ultimo, compresa quella al Miglior Film, dopo che l’Academy ha rinunciato a introdurre un’apposita nuova categoria (Best Popular Film), per riconoscere all’opera di Ryan Coogler il grande impatto socio-culturale avuto negli Stati Uniti nell’ultimo anno.

Grandi sorprese riguardano anche la presenza delle opere prime in concorso, prima fra tutte, la grande rivelazione costituita da A Star is Born. L’Academy ha, però, preferito non osare troppo, conferendo le nomination alla miglior regia a vere e proprie personalità del cinema internazionale, fra cui Spike Lee (incredibilmente solo alla sua prima candidatura). Il film di Bradley Cooper ne ha, comunque, collezionate altre otto, classificandosi quantitativamente solo dietro le dieci candidature di Roma e The Favourite.

La drammatica favola di Cooper, rifacimento di un indimenticabile classico hollywoodiano, ha conquistato l’opinione pubblica e il giudizio dei critici americani, grazie alla capacità di adattare una storia senza tempo all’istrionica personalità di un’irriconoscibile e intensa Lady Gaga, esibitasi dal vivo in ogni performance del film.

Caratteristica forse più emozionante e particolare di questo lungometraggio, infatti, è proprio l’effetto spiazzante ed emozionante creato dalla colonna sonora in presa diretta, che, oltre alla candidatura per la Miglior Canzone, ha ottenuto una delle nomination più “invisibili” ma essenziali, ossia quella al Miglior Missaggio Sonoro.

Inaspettate e interessanti, inoltre, sono le nomination al Miglior Trucco, Migliori Acconciature e Migliori Costumi a Mary Queen of Scots, esordio di Josie Rourke. È impressionante e rara, infatti, la qualità raggiunta, in questo caso, da un film in costume alla prima prova cinematografica.

Non è, infine, da dimenticare l’esordio esplosivo di Rodney Rothman e Bob Persichetti che, insieme al già affermato Peter Ramsey, hanno realizzato quella che è stata definita la nuova frontiera dell’animazione. Spider Man – Un nuovo universo, anch’esso prodotto della Marvel, infatti, ha già conquistato trionfalmente il Golden Globe al Miglior lungometraggio animato e vede la strada spianata anche verso la statuetta più ambita.

di Valeria Verbaro

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