12 SOLDIERS di Nicolai Fuglsig (2018)

12 soldiers, opera d’esordio del regista Nicolai Fuglsig, ha il pregio di raccontare una storia pressoché sconosciuta: la conquista della città di Mazar-i-Sharif da parte dei Signori della Guerra afghani, grazie all’aiuto di una squadra di dodici valorosi soldati americani, che si sono cimentati in un’impresa da molti ritenuta impossibile.

La realizzazione del film è stata indubbiamente supportata da mezzi tecnici ed economici imponenti, che certamente hanno inciso sul risultato finale. Grazie alla presenza di stelle del cinema come Chris Hemsworth e Michael Shannon, alle coinvolgenti scene di battaglia con tanto di elicotteri, carri armati e cavalli in mezzo a distese desertiche, questo esordio “vince facile”, lanciando sul tavolo da gioco tutti gli ingredienti per poter piacere, incluse le commoventi promesse fatte dai soldati ai familiari di tornare a casa in tempo per Natale.

Il film cattura l’attenzione puntando sull’emotività e il coinvolgimento dello spettatore, che vive insieme ai protagonisti, sentendo sulla propria pelle il pericolo, la fatica, la sabbia che colpisce gli occhi e il viso. Suggestioni aiutate dalla maestosa fotografia e dall’andamento narrativo serrato che lascia ben poco spazio alla riflessione.

Da un punto di vista strettamente tecnico, questo esordio è senza dubbio riuscito e denota una maturità rara per un regista al suo debutto. Ma bisogna anche soffermarsi su quanto la disponibilità di mezzi possa incidere sul risultato finale. La trama è esigua e scade negli stereotipi e nella ricerca della commozione facile, senza fornire un reale spunto di discussione e confronto sulla realtà dei fatti.In sostanza, questo esordio si presenta come un grande spettacolo di intrattenimento, che colpisce e stimola le emozioni, senza però lasciare nulla di concreto.

di Giulia Losi

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.