FESTA DEL CINEMA DI ROMA 2018: i vincitori della XIII edizione

Si è conclusa domenica 28 ottobre la XIII edizione della Festa del Cinema di Roma. Film di chiusura è stato Notti magiche, ultima fatica di Paolo Virzì, che si è affermato sulla scena internazionale dirigendo, lo scorso anno, The Leisure Seeker, con le star di fama mondiale Donald Sutherland ed Helen Mirren.

Il suo ultimo film, invece, ritorna in Italia nel 1990, sullo sfondo dell’estate dei mondiali di calcio, in una Roma tinta di rosso per il misterioso omicidio di un produttore cinematografico.

Grandi soddisfazioni anche per la nuova generazione dei registi italiani. Il Premio del Pubblico BNL è stato, infatti, assegnato a Il vizio della speranza di Edoardo De Angelis che, dopo il grande successo di Indivisibili (2016), torna nuovamente alla ribalta con un’opera affascinante e misteriosa su una donna, Maria, che “vive senza sogni né desideri”, traghettando sul fiume donne incinte, come un nocchiero di anime disperate.  

Anche i premi di Alice nella città non si sono smentiti, portando anche quest’anno un carico di grandi novità. Il Premio Young Adult per il Miglior Film è stato assegnato a Jellyfish, opera prima di James Gardner, “che ci racconta una delicata storia d’identità sostenuta dal forte desiderio di fuggire via, quando la tua famiglia e tutto il mondo sembrano rimanere immobili”.

Un film su un profondo disagio adolescenziale, dunque, vissuto in maniera drammatica da una protagonista alla ricerca del suo posto nel mondo e alle prese con una madre bipolare e  due fratelli minori da accudire. La pellicola deve indubbiamente molto del suo fascino anche alla bravissima attrice protagonista, Liv Hill, che si è aggiudicata una Menzione Speciale per la sua eccezionale interpretazione.

Il Premio per la Miglior Opera Prima è stato, invece, assegnato all’originale The Harvesters di Etienne Kallos, commovente e dura pellicola sul mondo rurale in Sudafrica. Una realtà crudele, fatta di droga e violenza, in cui il timido protagonista Janno e la sua nemesi, il manipolatore Pieter, non sono altro che due facce della stessa medaglia.

di Giulia Losi

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