Intervista al vincitore del Pitch in the Day 2018: «Raccontate una storia solo se ne siete innamorati»

, Fatti di cinema

Sabato 22 settembre è avvenuta la premiazione della terza edizione del Pitch in the Day, evento organizzato da Opere Prime e che ha luogo nell’ambito del Roma Creative Contest. Si tratta di un’occasione unica per registi e sceneggiatori in erba alla ricerca di un produttore. I venti finalisti, infatti, hanno la possibilità di confrontarsi con le migliori menti produttive italiane (Kimerafilm, Lungta Film, Sky, Rai Cinema, Medusa…), proponendo loro il soggetto di un lungometraggio con a disposizione solo cinque minuti di tempo per catturare la loro attenzione.

Il vincitore di quest’anno è David Angelelli, giovane e talentuoso sceneggiatore che ha conquistato la giuria con Una maglietta rossa, affascinante e drammatico racconto di un profugo che parte dalla Siria per giungere in Italia, fra mille pericoli e peripezie. Ecco cosa ci ha raccontato.

  • Alla luce della tua esperienza, cosa ne pensi del Pitch in the Day? Pensi che sia utile per i giovani talenti in cerca di un produttore?

Il Pitch in the Day è un’iniziativa unica nel panorama produttivo italiano, dove solo riuscire ad avere un incontro con un produttore cinematografico o un suo delegato ha più le caratteristiche dell’impresa che della semplice opportunità. È molto utile per un neofita perché gli consente di misurarsi con quello che è un vero incontro con una casa di produzione, anche se solo per cinque minuti, e in più ti obbliga a fare i conti con la validità o meno del tuo progetto. Se la tua storia non è convincente, te ne accorgi tu stesso quando la esponi.

  • Che cosa puoi dire di aver ottenuto da questa esperienza?

Sicuramente un po’ di sicurezza in più. Non pensavo di essere selezionato tra i venti finalisti, questo mi ha dato una grande carica per andare avanti. Inoltre, sebbene concentrati in pochissimo tempo, ho fatto venti pitch con venti realtà produttive diverse. Se ora ne dovessi affrontare un ventunesimo, avrei molta più consapevolezza riguardo a quello che bisogna dire e a come dirlo.

  • Cosa consiglieresti ai potenziali partecipanti? Qual è il modo migliore di rapportarsi con un produttore?

Il consiglio che mi sento di dare è di raccontare una storia solo se veramente ne siete innamorati e di farlo con la massima tranquillità. Durante il Pitch sono stati tutti molto disponibili, erano lì per ascoltare. Credo che la cosa migliore, durante un pitch, sia di far percepire a un produttore che voi in primis siete convinti della vostra storia e appassionati nel raccontarla. Sembra un consiglio banale, ma io ho semplicemente fatto così.

  • Il tuo soggetto tratta una tematica molto attuale. Come mai hai deciso di raccontare proprio questa storia, così coraggiosa?

Il mio soggetto parla del fenomeno della migrazione, un tema di cui sentiamo parlare in continuazione, ma di cui ignoriamo le dinamiche. Siamo abituati a vedere le immagini di persone che scendono da una nave e non sappiamo tutto quello che succede prima. Volevo raccontare una storia che mostrasse tutto quello che può accadere a dei migranti prima di sbarcare. L’argomento mi appassionava e mi incuriosiva e il coraggio è uno degli ingredienti fondamentali di una buona storia.

di Giulia Losi

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