I CORMORANI (2016) di Fabio Bobbio

, Opere Prime

Estate. Samuele e Matteo sono due preadolescenti che passano le loro giornate insieme come una qualsiasi coppia di amici dodicenni. Trascorrono le ore tra camminate nel bosco, passeggiate lungo il fiume, gelati al centro commerciale e giochi al luna park. È evidente che c’è qualche cambiamento in atto. Si percepisce la voglia dei due ragazzi di scoprire il mondo circostante, di esplorarlo, in relazione a una evidente frattura tra l’infanzia e l’adolescenza, cui si stanno lentamente affacciando.

Ciò è testimoniato soprattutto dalla contrapposizione che il film mette in scena fra giochi e scherzi puramente infantili ed elementi che appartengono all’età adulta (basti pensare alla presenza della prostituta che i due spiano nascosti tra gli alberi).

Samuele e Matteo non sono mai a casa. Sono sempre immersi nel verde incontaminato o, all’opposto, fra le vetrine e le luci al neon degli spazi urbani. Sembrano proiettati nella costante ricerca di qualcosa che possa dare una svolta alle loro giornate, che trascorrono lente e, a tratti, ci vengono mostrate quasi nella loro quotidiana noia, indubbiamente anche a causa della scarsa presenza di dialoghi fra i due protagonisti.

Il racconto di questa amicizia riflette, forse, il percorso e il passato da dodicenne del regista stesso, nei luoghi e negli spazi rappresentati durante tutta la narrazione, che fanno da sfondo a una sorta di diario personale traslato nel primo lungometraggio di Fabio Bobbio.

La scelta di adottare prevalentemente la camera a mano rende bene la sensazione del vagare senza meta: i due protagonisti sono molto spesso seguiti o preceduti dalla macchina da presa, quasi ad accompagnare in ogni passo il loro percorso. In molti momenti, però, ciò che ne risulta è una diegesi molto lenta, con riprese troppo lunghe che, spesso, lasciano spazio a tempi morti.

Il titolo è emblema del senso di tutta la narrazione: Samuele e Matteo sono due cormorani, uccelli liberi che cercano di adattarsi a ogni ambiente che scoprono, muovendosi ed emigrando continuamente, cercando di lasciare una traccia del loro passaggio.

di Ilaria Becattini

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.