Festival di Locarno 2018: la 71ª edizione preannuncia una ventata di novità

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La 71ª edizione del Festival di Locarno si aprirà il 1 agosto nella splendida cornice della Piazza Grande della città, che vanta uno degli schermi cinematografici più grandi d’Europa.

La rosa dei candidati al Pardo d’Oro di quest’anno rivela originalità e varietà. Scorrendo la lista dei film in concorso balzano, infatti, all’occhio nomi nuovi, come quello di Duccio Chiarini, che dopo I dolori del giovane Edo (2014) e il documentario Settembre (2015), torna sul grande schermo con L’ospite, commedia dolceamara sui rapporti umani e le dinamiche familiari, osservate dall’occhio esterno di Guido, il protagonista, che si ritrova a dormire sui divani di amici e parenti a causa di una crisi di coppia.

Altro film italiano in concorso è la commedia nera Un nemico che ti vuole bene di Denis Rabaglia. Qui il professore di astrofisica Enzo (Diego Abatantuono) salva la vita a un sicario, che vuole ricambiare il favore uccidendo il suo peggior nemico. Offerta che porterà il protagonista a scoprire cose inaspettate, di sé e delle persone che lo circondano.

Non mancano poi i grandi nomi, da Spike Lee, che dopo Cannes presenta di nuovo il suo BlacKKKlansman, a Ethan Hawke, che presenta il suo ultimo lavoro da regista, Blaze.

Anche la sezione “Concorso Cineasti del presente”, dedicato alle opere prime e seconde, non lascia certo delusi. L’Italia compare con Likemeback, opera seconda di Leonardo Guerra Seragnoli. Una riflessione sul mondo ipermediato degli smartphone, di cui si servono le ragazze protagoniste, che condividono compulsivamente sui social ogni secondo della loro vacanza.

Il tema dell’alienazione nella società contemporanea è ripreso dall’opera prima Ceux qui travaillent di Antoine Russbach. Nel film il protagonista è, infatti, un uomo in carriera totalmente sposato al suo lavoro, dipendente dal telefono e incapace di avere rapporti umani. Dopo essere stato tradito da quello stesso lavoro a cui ha dedicato una vita intera, si ritrova a dare tutto sé stesso nel rapporto con la sua giovane figlia.

Una riflessione sulla realtà attuale, ma da un punto di vista più sociale e politico è presente in L’époque, opera prima di Matthieu Bareyre, indagine sulla gioventù francese dopo i tragici eventi degli attacchi terroristici a Parigi.

Dopo il movimento “Me Too”, gli scandali nel mondo del cinema e gli avvenimenti politici di quest’anno, anche il Festival di Locarno, al pari di Cannes, la Berlinale e gli Academy Awards si prefigge l’obiettivo di lanciare un messaggio politico forte e di attirare l’attenzione su un cinema “impegnato”, che va molto al di là del puro intrattenimento, attraverso una rosa di opere riflessive, forti e fuori dagli schemi.

di Giulia Losi

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