Bimbi Belli 2018: torna al Nuovo Cinema Sacher l’Italia degli esordienti

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Siamo ormai giunti nel pieno di Bimbi Belli, la rassegna capitolina promossa dal Nuovo Cinema Sacher di Nanni Moretti che, come di consueto, ha riunito in ben dieci pellicole il meglio del cinema esordiente dell’ultima stagione. Un cinema “esordiente” che è tale nella misura in cui è nuovo, questo è ciò che l’iniziativa nel suo spirito da anni professa e, tanto più, dimostra nell’accurata selezione messa in campo: quello di Metti una notte, Hotel Gagarin, I racconti dell’orso – e non solo – è sicuramente un cinema con una nuova identità dalle propensioni e dai linguaggi inediti.

C’è spazio anche per le riletture di genere, specie per ciò che concerne il più rappresentativo della cultura popolare, la commedia: sono stati, infatti, Easy – Un viaggio facile facile di Andrea  Magnani e Finché c’è prosecco c’è speranza di Antonio Padovan i protagonisti delle ultime proiezioni, nonché degli ultimi dibattiti canonici che accompagnano la chiusura della serata.

È già da un anno che il primo si sta facendo notare, a cominciare dall’ottimo seguito riscosso a Locarno, dettato in parte dall’interpretazione di Nicola Nocella, Nastro d’Argento 2010; mentre l’altro si sta gradualmente ritagliando degli spazi di critica e pubblico: una commedia, quella di Padovan, che è innanzitutto un giallo dalle tinte noir, la storia di un’indagine e di un uomo, un poliziotto italo-persiano (Giuseppe Battiston), diviso tra sentimenti e nostalgie.

Nell’ultimo appuntamento ha fatto capolino l’opera prima di Luca Bellino e Silvia Luzi, Il Cratere, che fin dalla Settimana della Critica di Venezia 2017, dove è stato presentato, si è pian piano affermato come uno dei debutti autoriali più intriganti dell’anno: un film che sembra far eco al bellissimo Indivisibili di Edoardo De Angelis, date le sue atmosfere, i suoi personaggi e i suoi volti, propri di una provincia e di un’Italia inesplorata. Il tutto amalgamato da una regia consapevole e ravvicinata.

La serata di venerdì 13 vedrà, invece, sul grande schermo dell’arena Beate di Samad Zarmandili, presentato a Bari in occasione dell’ultimo BIF&ST tra gli Eventi Speciali, che ripercorre le vicissitudini di alcune operaie di una fabbrica del Nord-est, prossime al licenziamento e intente a improvvisare un bizzarro “business” assieme a delle suore esperte di ricamo.

Week-end dedicato a La terra dell’abbastanza dei fratelli D’Innocenzo, ora più che mai chiacchierati per dei retroscena che li ritrarrebbero in compagnia di Paul Thomas Anderson, in veste di supervisor della loro prossima fatica, Ex Vedove, e soprattutto per il successo di quello che, ad ora, possiamo considerare l’esordio del momento: sia per la partecipazione festivaliera, tra le uniche italiane, alla Berlinale sia per il Nastro d’Argento portato a casa poco più di dieci giorni fa in quel di Taormina.

A questo si somma la qualità indubbia di una pellicola delicata, sagace e dirompente, che ha saputo coniugare il lascito della tradizione post neorealista con un’impronta personale e autoctona. Da sottolineare la grande rilevanza assunta dalle ambientazioni, la periferia, l’hinterland capitolino, quella terra anonima senza padroni, luoghi di nessuno se non di chi li ha vissuti e, in seguito, raccontati. Dei luoghi, anche qui, inesplorati.

A dar seguito agli ultimi due appuntamenti del concorso, che si chiuderà con l’abituale premiazione al miglior film, attore, attrice e dibattito, saranno Due Piccoli Italiani, altra commedia a firma di Paolo Sassanelli, l’interprete pugliese ora giunto dietro la macchina da presa, e per finire Manuel di Dario Albertini, previsto per martedì 17.

Una chiusura in bellezza considerando il grande pregio di un film fuori da ogni convenzione e appartenenza di stile, figlio dello stesso spaccato che tratta: si torna a raccontare e torna a raccontarsi la periferia negli occhi di un giovane diciottenne dal futuro incerto e offuscato da un presente ancora troppo ingombrante. Realtà, sensibilità e terre inesplorate: queste sono le formule di un autore non tanto “alle prime armi” (esergo che fece rabbrividire il buon Apicella di Palombella Rossa), ma di un vero bimbo bello, un esordiente che sa di essere tale e come esprimerlo.

Per ulteriori informazioni relative al programma vi rimandiamo al link:   www.sacherfilm.eu/portfolio/bimbi-belli-2018/

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