FAVOLA di Sebastiano Mauri (2018)

, Opere Prime

Favola è un film divertente, a tratti spensierato, a tratti impegnato. Filippo Timi è un’incredibile donna di nome Fairytale che vive in una casa fiabesca che richiama pellicole del passato, insieme a personaggi colorati e dirompenti. Tutti loro vivono in un mondo surreale in cui le aspirazioni e i sogni dei personaggi prendono corpo, si scontrano, crollano e si realizzano.

Mrs. Fairytale, una tipica casalinga benestante degli Anni ‘50, è sempre al fianco la sua amata Lady, adorabile cagnetta…impagliata. Accanto a  lei: i tre gemelli Stewart, uguali ma diversissimi, sempre pronti a riprendere il cane, che fugge spesso in giardino; Emerald la sua migliore amica, una bionda d’altri tempi e dagli eccentrici vestiti; Stan il marito violento e alcolizzato a cui Fairytale sottostà come una brava moglie dovrebbe fare; la Madre è la burbera ed intransigente mamma che di sua figlia adora il marito. Gli alieni, infine, sono la minaccia incombente da cui nessuno può salvarsi e, quando un giorno essi transitano proprio sopra la casa di Mrs. Fairytale, tutto diventa possibile, ogni magia.

Mrs Fairytale e Mrs Emerald s’incontrano ogni giorno per condividere le loro esistenze tranquille e borghesi, ma la facciata di perfezione lentamente si sgretola rotta da segreti terribili e possibilità inaspettate. Infatti, nessuna Favola è mai perfetta come sembra. “C’è qualcosa dentro di me che vive, s’inaugura e io mi sento come se non fossi stata invitata a questa festa.”, dice Mrs. Fairytale all’amica che, come colta da un’epifania risponde: “Hai ragione, dobbiamo fare qualcosa, rischiamo di vivere una vita per la pietà di fare felice qualcuno che non siamo noi.”

Tratto dallo spettacolo di successo scritto dall’attore Filippo Timi, il film è al cinema solo per tre giorni. Un’ottima trasposizione cinematografica di Sebastiano Mauri, Favola si orna di un’aura che viaggia indietro nel tempo ma veicola messaggi attualissimi. Un’ironia sottile, eppure forte e diretta, una trama semplice eppure ben condita ed infine un tema importante, un cast convincente e personaggi eccezionali. Un mondo artificiale, esagerato e persino impossibile. Una Favola ammaliante, dissacrante, poetica, ironica e sorprendente.

Temi difficili e necessari come la costruzione e la presa di coscienza della propria identità, il ruolo della donna rispetto a un mondo machista e infine l’amore, l’accettazione, la speranza e i sogni. Infatti, pellicola superba, divertente, d’intrattenimento e a tratti impegnata, Favola è la celebrazione di un sogno. Un sogno, forse, in cui chiunque può finalmente essere chi vuole essere, ma dietro al quale si cela un’altra, sconvolgente realtà. Necessaria diventerà la caduta del velo di Maya per giungere alla verità e alla libertà.

Una commedia fantastica e surreale per confrontarsi con il tema attuale dell’identità, proprio in questo mese di giugno, simbolo della lotta al riconoscimento dei diritti LGBT, attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente. Arcobaleno è la tavolozza con cui Mauri colora la sua pellicola, ma arcobaleno è anche il personaggio di Fairytale, spensierata, dirompente e divertente. Il colore è un elemento predominante ed essenziale per comprendere il film ed assimilarlo; colorati sono anche i patterns mostrati fra le scene principali, quasi a volerci ricordare che nulla è lasciato al caso. Toni accesi, caldi e confortevoli sono quelli che accompagnano lo spettatore fino a oltre la metà, per cedere il posto a colori desaturati, freddi ed infine toni spenti e morti, alla ricerca di una nuova luce ed energia.

Favola è un marchingegno intelligente, un esperimento cinematografico che ironizza su generi e argomentazioni, che sfrutta l’ironia per far riflettere su temi seri, narrando la presa di coscienza individuale ed universale e la liberazione di una straordinaria donna americana, bianca, borghese e transessuale.

di Sofia Peroni

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