ANGOSCIA di Sonny Mallhi (2015)

Un giorno Lucy chiede a sua madre Sarah il permesso per andare in campeggio con gli amici, ma, ottenendo solo un rifiuto, si getta dall’auto in corsa e muore sul colpo, investita. Nel frattempo la tredicenne Tess, che soffre di disturbi della personalità e allucinazioni, si trasferisce con sua madre nello stesso quartiere di Lucy.  

Tess si porta dietro debolezze e traumi dovuti soprattutto all’assenza del padre e arriva ben presto a perdere quasi del tutto il controllo delle sue azioni. Sarah, afflitta dai sensi di colpa per la morte della figlia, conosce Lucy per caso e immediatamente sente di avere con lei un forte e inspiegabile legame. Tess, tuttavia, sembra vittima di qualcosa di terribile e paranormale che la avvicina sempre più alla defunta Lucy. La situazione precipita fino a quando la ragazza non è più in grado di controllare le sue allucinazioni nonostante le usuali cure mediche.

Sarà forse che in Tess sia rimasto qualcosa di Lucy? Le loro storie si intrecciano impercettibilmente, varcando i confini del reale.

È un horror delicato e introspettivo quello messo in scena da Sonny Mallhi, il quale punta decisamente a delineare una psicologia tutta al femminile, soprattutto all’interno del rapporto madre-figlia che si instaura fra le due protagoniste.

Le musiche di James Curd  sembrano voler distrarre lo spettatore dal senso di angoscia che lo accompagna lungo l’intera durata del film, senza tregua. Grazie all’interessante fotografia di Amanda Treyz, inoltre, l’attenzione spesso si sposta sui paesaggi, didascalicamente associati agli stati d’animo dei personaggi. Mallhi riesce bene a gestire il ritmo lento e pacato del film, conducendo passo passo il pubblico verso il finale di questa storia che a tratti sembra voler riprendere l’inimitabile Esorcista di Friedkin, ma che per fortuna ci ripensa.

di Chiara De Angelis