Stefano Amatucci – Biografia

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Stefano Amatucci è un regista poliedrico che si destreggia con talento e professionalità tra televisione, cinema e teatro. Prima dell’esordio nel 1998 nella regia televisiva della soap Rai “Un posto al sole”, ha lavorato a lungo come aiuto regista, collaborando tra gli altri con Lina Wertmüller – sul set di “Io speriamo che me la cavo” e “Sabato, domenica e lunedì” per citarne qualcuno – poi con Marco Tullio Giordana, D. Camerini, Giulio Base.

Ancora oggi legato a “Un posto al sole”, ha curato la regia di molte altre fiction tv tra cui “La squadra”, “Agrodolce”, “Un giorno per sempre”, le serie “Cuori rubati” e “Camici bianchi”, senza mai trascurare il teatro, dove ha curato la regia di “Se devi dire una bugia dilla grossa” di R. Cooney con Mario Porfito e Patrizio Rispo, “Van Gogh” di L. Nattino, “Per disgrazia ricevuta” di M. Santanelli con Gea Martire, “Limbo cafè” di M. De Giovanni ancora con Mario Porfito e Gea Martire.

Ha diretto inoltre i cortometraggi “Mi chiamo”, sviluppato e realizzato nel carcere di Secondigliano con la collaborazione dei detenuti, e “In uno spazio stretto”, vincitore del premio del pubblico al Cortinametraggio, il Festival Internazionale dei Corti di Cortina. A settembre 2012 è nel cartellone della rassegna teatrale “Benevento Città Spettacolo” con la pièce “Caina”, scritta da Davide Morganti, con protagonisti Luisa Amatucci e Gabriele Saurio che riscuote un notevole successo di critica e pubblico. Nel 2016 dirige l’adattamento cinematografico ispirato al romanzo “Caina”.

 

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