THE GIFT – REGALI DA UNO SCONOSCIUTO di Joel Edgerton (2015)

Simon Callum (Jason Bateman), in seguito a una promozione, si trasferisce a Los Angeles insieme alla moglie Robyn (Rebecca Hall). In città egli riconosce un vecchio amico del liceo, Gordon “Gordo” Moseley (Joel Edgerton).  Il piacevole

e fortuito incontro, tuttavia, si rivela tutt’altro che casuale. Gordo diventa presto una presenza costante e spesso inopportuna, tra regali e inviti, nella nuova vita della coppia che, spaventata, decide di allontanarlo; è così tuttavia che dal passato iniziano a riemergere segreti e conti in sospeso che spingono i due vecchi amici a un inseguimento reciproco, lasciando l’ignara Robyn nell’occhio di un ciclone di ossessione e di paura. 

Joel Edgerton, che interpreta Gordo, è scrittore, regista e produttore  della sua potente opera prima. L’attore ha affermato di essersi ispirato a grandi maestri del cinema, tra cui Alfred Hitchcock, ma ben celati e giocosamente rintracciabili, sono anche i riferimenti a diversi film cult: è citato più volte, per esempio,  Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, sia come uno dei regali di Gordo a Simon sia attraverso l’effetto sonoro del volteggiare degli elicotteri, accompagnato da La cavalcata delle valchirie. Vi sono inoltre molteplici cenni a Shining (1980) di Stanley Kubrick: il logo su una bottiglia di vino, all’inizio del film, riprende lo stesso schema del labirinto di siepi; Robyn, quando si trova in ospedale, è ricoverata nella camera 237, lo stesso numero della camera “stregata” dell’Overlook Hotel.

The Gift è un thriller di personaggi dai contorni labili e di evidenti opposizioni. Fra queste, una subito riconoscibile è quella tra interni ed esterni; fin dalle prime inquadrature delle stanze della nuova villa dei coniugi Callum, è chiara l’esigenza di separare l’interno del “fortino”, sicuro e familiare, dall’esterno spaventoso e minaccioso. L’obiettivo della coppia, trasferitasi nella nuova città anche per costruire una famiglia insieme, è quello di creare un giaciglio, un nido sicuro. Ben presto, però, con l’invito a cena del misterioso Gordo, il male tenta una prima offensiva, violando il fortino e creando una prima spaccatura nella coppia. 

La pellicola, carica di suspense, mantiene costantemente i personaggi nell’insicurezza, costringendoli a guardarsi sempre le spalle e non cadere nelle illusioni.
Joel Edgerton sfida le aspettative del pubblico, gioca con esso tenendolo sulle spine e regalando un thriller in piena regola, quasi accademicamente costruito, ben bilanciato.
La mano del regista, per quanto inesperta, è risoluta, convinta e convincente. La sceneggiatura inciampa in più occasioni ma consacra i tre atti aristotelici, assicurando un buon arco narrativo e un’intrigante conclusione.

di Sofia Peroni