OGNI TUO RESPIRO di Andy Serkis (2017)

Non è possibile condensare il senso di un film in poche parole, ma c’è una frase pronunciata da Robin Cavendish che in qualche modo riassume l’essenza di Ogni tuo respiro: “Io non voglio solo sopravvivere, io voglio vivere davvero”.

Quella messa in scena da Andy Serkis è una storia di coraggio, di amore, di vita, ma soprattutto di resilienza. La resilienza di Robin (portato sullo schermo da Andrew Garfield) che, paralizzato dalla poliomelite, dopo un iniziale momento di sconforto, decide di non autocommiserarsi, di lottare per se stesso, per la sua famiglia e in seguito anche per chi si trova nella sua stessa condizione. In questo suo tutt’altro che facile percorso è costantemente sostenuto, tanto fisicamente quanto mentalmente, dalla moglie Diana (interpretata da Claire Foy che, dopo il successo della serie televisiva The Crown, conferma il suo talento anche sul grande schermo). Diana, incinta nel momento in cui il marito contrae la poliomelite, non si arrende neanche per un momento e, grazie al suo amore e alla sua inesauribile forza, riesce a spronare Robin, a ricordargli che esiste ben più di una ragione per vivere.

Il film non è eccessivamente sentimentale come potrebbe sembrare, non risulta melenso e al contrario, in ben più di un’occasione, strappa una risata allo spettatore.

La straordinaria storia vera di Robin e Diana (il produttore del film è, per altro, Jonathan Cavendish, figlio della coppia) non è narrata come un triste racconto sulla disabilità, in essa prevale il divertimento, sicché ogni difficoltà non è affrontata dai protagonisti come una spiacevole disavventura, ma come una sfida da superare con entusiasmo. A dispetto della sua immobilità Cavendish è inarrestabile, non esistono barriere che non possa attraversare, forte, naturalmente, del supporto della moglie e dei molteplici amici. Questa brama di vivere appieno la vita è estremamente coinvolgente e ispirante, tanto per chi circonda i due protagonisti quanto per lo spettatore, sopraffatto dalla radiosità di Robin.

Nonostante questa sia la sua opera prima Andy Serkis non è comunque nuovo al mondo cinematografico; egli ha infatti preso parte a molteplici pellicole come attore (con numerose interpretazioni in motion capture, la più celebre delle quali rimane quella di Gollum/Smeagol ne Il Signore degli anelli) e ha lavorato come regista di seconda unità nella trilogia de Lo Hobbit. Il suo esordio dietro la cinepresa è sicuramente positivo: Serkis ha saputo raccontare con tatto e con una giusta dose di allegria una notevole biografia, mostrando il suo talento anche lontano dai blockbuster.

di Alice Romani