Dai cortometraggi alle opere prime: L’inizio di un grande successo

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I cortometraggi sono come la “palestra” dei giovani registi esordienti. La sfida è quella di sviluppare un soggetto in un tempo relativamente breve conquistando l’attenzione del pubblico e – perché no? – di critici e produttori, che potrebbero garantire loro una brillante carriera.

Molti registi di fama internazionale hanno cominciato con modesti cortometraggi in formato 16 mm. Fra questi, Robert Zemeckis, che diede il via alla sua ampissima produzione con il corto “A field of honor”, che gli valse nel 1975 la menzione speciale della giuria agli Student Academy Awards. O come George Lucas, che nel 1967 vinse un concorso universitario con “THX-1138 4eb”, da cui trasse il suo film d’esordio. Una storia analoga ha l’acclamato regista Wes Anderson: era un semplice studente di filosofia quando un suo amico, Owen Wilson, lo incoraggiò a girare il suo corto “Bottle Rocket” (1996), con cui partecipò al Sundance Film Festival, ottenendo i fondi per realizzare  il suo primo, omonimo lungometraggio.

Anche molti registi nostrani hanno tratto le loro opere prime da corti: un esempio su tutti, Paolo Genovese e Luca Miniero, che nel 1998 hanno diretto a quattro mani “Incantesimo napoletano”, poi candidato ai David di Donatello. Il grandissimo successo ottenuto avrebbe poi permesso ai due registi di tradurre il loro lavoro in un’irriverente esordio incentrato sulle assurde vicende di una famiglia napoletana, che con orrore constata l’accento milanese della piccola Assuntina e il suo rifiuto di ogni tradizione partenopea.

Il risultato è un’esilarante satira sociale, e una brillante commedia all’italiana. Stesso destino ha avuto il corto di Alessandro Tamburini, “Ci vuole un fisico”, che si è guadagnato la menzione speciale della giuria nell’edizione 2013 di Cortinametraggio, girando poi la sua omonima opera prima. Il simpatico racconto delle folli avventure notturne di due ragazzi ritrovatisi soli dopo due appuntamenti galanti andati in fumo, é stato proiettato quest’anno a Cortina in occasione della tredicesima edizione del festival. Il mondo dei cortometraggi,  che spesso è purtroppo ignorato dai più, è quindi l’inizio di molte brillanti carriere cinematografiche,  una fucina di talenti che, da piccole pillole di cinema, arriva a realizzare grandi opere prime.

di Giulia Losi