THE ROOM di Tommy Wiseau (2003)

The Room di Tommy Wiseau, del 2003, è stato definito dal professore universitario di cinema Ross Morin: “Il Quarto Potere dei film brutti”. Ed è proprio così: Tommy Wiseau non poteva che iniziare la propria carriera da regista in modo peggiore.

Questa pellicola va oltre il trash, il kitsch, è più che brutta, la definirei terribile: per questo sconsiglio caldamente la visione. Johnny (interpretato dallo stesso Wiseau) è un bancario di successo. È felice perché a breve sposerà la sua fidanzata Lisa. La ragazza, però, è innamorata di Mark, il migliore amico di Johnny, e vorrebbe lasciare il fidanzato per stare con lui. In questo conflitto interiore della ragazza si vanno a inserire la mamma, che insiste affinché la figlia sposi Johnny, e la sua migliore amica Michelle, che la richiama per la sua cattiva condotta.

Il regista si è creato su misura un personaggio puro che viene distrutto da una realtà perversa e corrotta, uscendo come unico vincitore, nonostante la drammaticità che gli piomba addosso. Purtroppo l’attenzione durante la visione del film non si focalizza sulla trama perché la messa in scena non è credibile neanche per un istante: gli attori recitano in maniera pessima, la sceneggiatura ha molte falle, alcuni fatti che accadono non si spiegano, le battute fuori luogo si susseguono a ripetizione e le ambientazioni non sono coerenti tra loro (per esempio, alcuni cambi di scena dal piano terra dell’abitazione di Johnny, una villetta di periferia, al piano superiore, fino al terrazzo di un grattacelo, con panorama realizzato rovinosamente con il green screen).

L’intera lavorazione è costata 6.000.000 di dollari e ne ha incassati 1.800. Ma nonostante tutto, le critiche hanno reso celebre il film, tant’è che nel 2013 uno degli attori principali, pubblica un libro in cui racconta i fatti successi sul set dieci anni prima. Nel 2017 James Franco dirige, co-produce e recita nei panni di Wiseau, il film tratto da questo libro (The Disaster Artist), vincendo anche il Golden Globe come miglior attore in un film commedia o musicale e prendendo una nomination agli Oscar per la miglior sceneggiatura non originale. I film brutti servono, e come disse Paolo Sorrentino in un’intervista: «Per fare bei film, bisogna vedere film brutti». Quindi, ben vengano film come questo.

di Davide Torriero Pompa