L’Italia conquista la scena della Berlinale: “Figlia mia” di Laura Bispuri in lizza per l’orso d’oro

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È stato annunciato il programma della Berlinale 2018, che si protrarrà dal 15 al 25 febbraio. Inutile dire che c’è molta attesa per l’evento, caratterizzato anche quest’anno da un programma estremamente vario e sfaccettato.

Saranno presentate, sia in concorso sia fuori concorso opere provenienti da tutto il mondo: dalla Corea, con il film di Kim Ki-duk Human, Space, Time and Human, presente nella sezione Panorama, all’Iran, all’India per giungere all’Europa e agli USA.

Nella kermesse compare anche l’Italia, con Figlia mia di Laura Bispuri, che sarà presente nella sezione Competizione e dovrà vedersela con mostri sacri come Wes Anderson e Gus Van Sant. La regista, che già con la sua opera prima Vergine giurata aveva ricevuto un’accoglienza trionfale all’edizione 2015 della Berlinale, porta sul grande schermo un sottile dramma tutto al femminile.

Sullo sfondo di una splendida Sardegna, una bambina instaura una forte amicizia con una fragile donna che vive poco distante da casa sua. Piano piano verrà rivelato che si tratta della sua madre biologica, una scoperta che porterà all’instaurarsi di un bizzarro triangolo fra le due mamme e la bimba, legatissima alla madre adottiva, ma attratta al contempo da questa nuova figura precipitata nella sua vita.

Oltre al promettente film della talentuosa regista, l’Italia presenterà nella sezione Panorama La terra dell’abbastanza, lungometraggio d’esordio di Fabio e Damiano D’Innocenzo e Land del regista iraniano Babak Jalali, realizzato in coproduzione con Francia, Messico e Olanda.

L’opera prima dei fratelli D’Innocenzo porta con sé non poche aspettative. La trama è, infatti, molto attuale e mette in luce le profonde contraddizioni della nostra società. I protagonisti sono due giovani amici che una notte investono per errore un uomo e, terrorizzati, scappano. Il giorno dopo verranno a sapere che l’uomo era nientemeno che un boss della malavita locale e si trovano improvvisamente in una condizione da “privilegiati”: una situazione illusoriamente paradisiaca che non potrà che sfociare nel dramma.

Ma le novità che accompagneranno questa promettente 68esima edizione del Festival non sono ancora finite: oltre a essere inaugurato per la prima volta con un film d’animazione, il tanto atteso Isle of Dogs di Wes Anderson, sarà consegnato un Premio alla Carriera all’iconico Willem Dafoe, in onore del quale saranno proiettati i film che lo hanno reso celebre.

Per rimanere in ambito di opere prime, è invece doveroso citare il film dell’attore britannico Rupert Everett, The Happy Prince, che consacra il suo esordio dietro la macchina da presa e che sarà presentato nella sezione Berlino Special. La Berlinale si conferma un festival all’insegna dell’innovazione, aperto a opere coraggiose e sperimentali, che, ne siamo certi, soddisferà ancora una volta le altissime aspettative del suo pubblico.

di Giulia Losi

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