I DON’T FEEL AT HOME IN THIS WORLD ANYMORE di Macon Blair (2017)

Ruth, assistente infermiera solitaria e indolente, conduce un’esistenza piuttosto monotona in un’anonima cittadina americana. Nonostante sia mossa da buoni propositi e nobili sentimenti, non prova effettivamente a cambiare nulla nella sua vita e in quella degli altri. Pochi interessi e divertimenti ad allietare le sue piatte giornate, riempite dal lavoro e dall’affettuoso ricordo di una nonna audace.

Saranno un’improvvisa rapina in casa e la conoscenza di uno stralunato vicino, col quale condivide una certa dose di disagio esistenziale, a scatenare in lei un bisogno viscerale e disinteressato di giustizia. Tuttavia, non sempre tutto va come si desidera. I Don’t Feel at Home in This World Anymore (in italiano “Non mi sento più a casa in questo mondo”), opera prima dell’attore e neoregista Macon Blair, è una riuscita contaminazione di generi.

Durante la visione, si passa da toni comici e quasi irriverenti a tinte thriller e drammatiche, riuscendo a tenere sorprendentemente gli spettatori con il fiato sospeso. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival, il film è stato distribuito su Netflix.

La protagonista, interpretata da Melanie Lynskey, ferma nelle sue convinzioni e prendendo coraggio, non si lascia intimorire e, una volta constatato l’aiuto pressochè inutile della polizia, decide di gestire in autonomia la situazione, con la collaborazione di Tony, all’anagrafe Elijah Wood.

Anche se in balia degli eventi e delle sue emozioni, Ruth continua a credere in un risvolto positivo, in un lieto fine che possa riportare nella sua vita un senso di ordine, perso ormai da tempo. Perché le persone non si rispettano a vicenda? Questa domanda delinea appieno il leitmotiv del lungometraggio. La negligenza e l’egoismo hanno avuto la meglio su ogni valore da preservare e, forse, tutto è andato perduto. O almeno così sembrerebbe. Spetta a ognuno di noi decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato.

di Francesco Gualini

Lascia un commento