BRUTTI E CATTIVI di Cosimo Gomez (2017)

, Opere Prime

Presentato alla 74a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti, Brutti e cattivi, l’esordio di Cosimo Gomez, già scenografo per registi come Olmi, Zeffirelli e Benigni, è una vulcanica commedia nera, che con toni grotteschi ed esilaranti mette in scena il tentativo di riscatto sociale di un colorito gruppo di freaks.

Il Papero (Claudio Santamaria) è un mendicante senza gambe, che con la complicità di sua moglie, la Ballerina senza braccia (Sara Serraiocco), del Merda, un tossico coi rasta (Marco D’Amore), e dello scassinatore nano con la passione per il rap, Plissé (Simoncino Martucci), decide di compiere una rapina nella banca dove un boss della mafia cinese custodisce i suoi soldi.

Il soggetto alla base del film si è aggiudicato, nel 2012, il Premio Solinas – Storie per il cinema, vedendo riconosciuta, sin da allora, la sua carica di originalità e il suo potenziale narrativo nell’approccio anticonvenzionale e privo dell’usuale commiserazione verso il mondo della disabilità.

In questo circo di freaks, vissuti sempre ai margini della società e desiderosi di una vita migliore, l’ultracitata piscina col tanto agognato e lussuoso sistema per il filtraggio dell’acqua diventa simbolo e metafora della ferma volontà di non tenersi semplicemente a galla, ma di imparare finalmente a nuotare nel pantano di un’esistenza grama.

Prodotto da Fabrizio Mosca e Luca Barbareschi, in collaborazione con Rai Cinema e in coproduzione con Belgio e Francia, Brutti e cattivi è un’opera prima travolgente e fresca, che con i suoi toni saturi e caricaturali e il ritmo frenetico avvince lo spettatore, conducendolo in un viaggio tanto assurdo quanto appassionante.

L’ottimo cast si presta molto volentieri al gioco, incarnando questi personaggi sopra le righe, iconici e ben plasmati, che dal formare un’apparentemente affiatata banda si ritrovano, nel giro di poco, ostili e rivali, pronti a fregarsi a vicenda. Il trucco e i costumi, sapientemente studiati, contribuiscono a dare a ciascun personaggio degli inconfondibili tratti caratteristici e un mood emotivo ben preciso.

Scritto dallo stesso Gomez, insieme a Luca Infascelli (che ha collaborato alla sceneggiatura di un’altra opera prima di tutt’altro genere, uscita sempre quest’anno, Cuori Puri di Roberto De Paolis), Brutti e cattivi omaggia, fin dal titolo, uno dei capolavori di Ettore Scola, Brutti, sporchi e cattivi (1976).

Ad accomunare i due film, oltre all’ambientazione nella periferia romana, la deriva nel grottesco, che si dimostra però la chiave giusta per raccontare un’umanità ai margini, capace di rivelarsi specchio deforme e al tempo stesso fedele dei difetti dell’umanità tutta: l’avidità, l’egoismo, l’arrivismo.

di Camilla Di Spirito

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