THE BREADWINNER di Nora Twomey (2017)

Afghanistan, 2001. Sotto il regime talebano, Kabul vive un incubo. Le donne, relegate all’ultimo gradino della scala sociale, non possono uscire di casa, se ad accompagnarle non c’è un uomo. Non possono fare acquisti al mercato, nemmeno se si tratta di beni di prima necessità. Non hanno diritto di parola. I talebani sbattono arbitrariamente in prigione tutti coloro i quali sono considerati nemici del regime, senza prove né processo.

Una delle tante famiglie distrutte è quella della piccola Parvana, ragazzina di undici anni, che assiste inerme all’ingiusto arresto di suo padre, ex maestro, mutilato da una mina, che guadagnava da vivere, per sé e i familiari, leggendo e scrivendo lettere per chi non era in grado di farlo.

Parvana rimane, quindi, sola con la madre, la sorella maggiore e il fratellino di pochi mesi, l’unico “uomo” rimasto a casa. Per sopravvivere, la ragazzina decide, allora, di travestirsi da ragazzo per poter uscire e comprare il cibo al mercato (“Breadwinner” significa, non a caso, “colei che procura il pane alla famiglia”) e, soprattutto, per andare in prigione a salvare suo padre.

L’opera prima della regista irlandese Nora Twomey è un film d’animazione potente ed evocativo, prodotto dalla Cartoon Saloon, piccola casa di produzione irlandese, già fattasi notare per The Secret of Kells (2009) e Song of the Sea (2014) di Tomm Moore, opere candidate entrambe all’Oscar per il Miglior Film d’Animazione, rispettivamente, nel 2010 e nel 2015. A curare la produzione esecutiva un nome di spicco, quello di Angelina Jolie, che ha dimostrato di avere molto a cuore il tema affrontato nell’opera e, più in generale, la condizione femminile nel mondo.

The Breadwinner, in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e presentato alla XII Festa del Cinema di Roma nella sezione Alice nella Città, è un adattamento dall’omonimo romanzo della scrittrice canadese Deborah Ellis, pubblicato in Italia con il titolo “Sotto il burqa”. La sceneggiatura è stata curata dalla stessa Ellis, insieme alla sceneggiatrice Anita Doron.

C’è un team, quindi, prevalentemente femminile dietro questa storia di rivalsa sociale, capace di delineare l’inferno in terra, soltanto per imprimerlo a fuoco nella nostra memoria collettiva e indurci a comprendere quanto sia importante il coraggio di ogni singolo individuo nella lotta per il trionfo della giustizia.

Piccola, doverosa parentesi, infine, da dedicare all’animazione nell’animazione, ovvero le favole che Parvana racconta al fratellino estasiato. Realtà e finzione s’intrecciano, permettendo a Parvana di scovare dentro di sé, attraverso il potere taumaturgico del racconto, il coraggio e la forza per diventare l’eroina della sua storia personale e lanciarsi all’avventura, in cerca di libertà.

di Camilla Di Spirito