DAL WEB AL CINEMA: YOUTUBER AGLI ESORDI

Una volta conquistato il piccolo schermo del computer, con web series e video da centinaia di migliaia di follower, per molti youtuber la voglia di confrontarsi con il cinema diventa incontenibile, malgrado le difficoltà che la cosa può comportare.

Cimentarsi nel lungometraggio, infatti, implica un lavoro ben più complesso dal punto di vista narrativo e registico. Per non parlare delle aspettative dei fan, che seguono con assiduità i loro canali YouTube e aspettano con ansia di ritrovare i propri beniamini nelle sale. Viene spontaneo pensare ai The Jackal, che proprio quest’anno hanno esordito al cinema con Addio fottuti musi verdi per la regia di Francesco Capaldo (in arte Francesco Ebbasta).

I The Jackal, amatissimi dal pubblico del web per i loro video “leggeri” e divertenti, non hanno certo deluso i loro fan, realizzando un’irriverente satira sociale sul problema del lavoro in Italia. In una Napoli dove “si sentono ancora gli effetti di Gomorra sulla gente” (tanto che nel film fanno un cameo Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito, alias Don Pietro e Genny Savastano di Gomorra), Ciro, grafico di talento ma precario, si fa convincere dal suo amico Fabio a partecipare a un concorso, che lo condurrà a inviare il suo curriculum nientemeno che nello spazio.

La notte stessa, il giovane viene rapito dagli alieni, che gli offrono un lavoro. Il film si basa su un’idea originale, che evidenzia con leggerezza la situazione incerta dei giovani italiani alle prese con lavori precari e mal retribuiti. Ma i The Jackal non sono i primi a confrontarsi con il grande schermo.

Prima di loro, i The Pills, giovani youtuber noti ai più per le loro graffianti web series. Nella loro opera prima, Sempre meglio che lavorare (2016) per la regia di Luca Vecchi, i The Pills trattano lo stesso argomento del film dei The Jackal, la disoccupazione giovanile (a dimostrazione di quanto questa problematica sia attuale e sentita), seppur in toni totalmente differenti.

In questo caso, infatti, i protagonisti Matteo, Luigi e Luca non alzano un dito per trovare un impiego, anzi si cullano nella loro condizione di perenne nullafacenza, condividendo un appartamento in cui passano le giornate a bere litri di caffè, chiacchierare del niente e giocare al telefono. Le cose cambiano quando Luca s’innamora di una ragazza che trova eccitante l’uomo che lavora, cosa che lo porterà a mettere in discussione la sua condizione esistenziale.

In entrambi i casi, i film si propongono di avvicinarsi in maniera ironica e divertente al mondo dei giovani, che costituiscono di fatto la maggior parte dei loro fan. Si tratta di opere molto sperimentali, perché sono il primo tentativo di ragazzi che hanno cominciato a rapportarsi con il pubblico attraverso internet e che, per la prima volta, devono confrontarsi con i meccanismi cinematografici, proponendo il loro stile fresco e spigliato, ma ampiamente collaudato solo “in piccolo”.

Ma c’è chi preferisce esordire al cinema in qualità di attore, come nel caso di Federico Clapis, noto per i suoi video su YouTube e per il suo esperimento sociale, in cui ha ingaggiato un sosia per occuparsi del suo profilo Instagram, creando una sorta di “vita parallela” pienamente conforme alle aspettative di un pubblico che ha una precisa idea di come dovrebbe vivere una celebrità.

Il suo debutto sul grande schermo è segnato da Game Therapy, opera prima dell’americano Ryan Travis, nella quale interpreta la parte di Giovanni, un giovane dipendente dai videogiochi che viene introdotto in una realtà virtuale fatta di livelli concentrici di gioco.

In un modo o nell’altro, quindi, il richiamo del cinema è inevitabile e costituisce un interessante sbocco per chi è stato lanciato dal mondo del web, aprendo anche una nuova finestra di dialogo con il pubblico.

di Giulia Losi

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  • Claudio 06 / 12 / 2017 Reply

    Scusami l’onesta, ma parlare di questo fenomeno senza fare un’analisi dei risultati al botteghino rende l’articolo vuoto e inutile… Soprattutto dopo che The Jackal hanno totalizzato poco più di 600K a fronte di 2.6M di budget..

    • opereprime 11 / 12 / 2017 Reply

      Ciao Claudio, sono l’autrice dell’articolo. Il mio obiettivo era focalizzare l’attenzione sui contenuti dei film (nei quali ho individuato un filo conduttore) e sulla ricerca degli youtuber di un nuovo approccio con il loro pubblico. Il non focalizzarmi sui risultati al botteghino è stata una scelta, per dare un altro tipo di taglio all’articolo.
      Mi dispiace che tu non abbia apprezzato. Terrò comunque presente la tua critica. (Giulia Losi)

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