DREAMS BY THE SEA di Sakaris Stórá (2017)

Dreams by the Sea è l’opera prima del regista danese Sakaris Stórá, in concorso nella sezione Alice nella Città della XII edizione della Festa del Cinema di Roma. La storia è ambientata nelle Isole Faroe, in un piccolissimo paese che affaccia sul mare, dove abitano due giovani ragazze, Ester e Ragna.

Mentre la prima, figlia di genitori conservatori e molto religiosi, ha sempre vissuto lì, la seconda si è trasferita da poco assieme alla madre e al fratellino più piccolo, del quale si prende cura ogni giorno. Ester e Ragna sono due ragazze cresciute in famiglie diverse, ma accomunate dallo stesso desiderio di fuga e leggerezza, che darà vita a un profondo rapporto di amicizia.

Lo sguardo di Stórá ci avvicina con delicatezza alle problematiche adolescenziali, a un’età difficile e confusa, dove le pulsioni e i sogni, a volte, sono l’unica certezza su cui i giovani sentono di poter fare affidamento, altre volte il loro unico rifugio sicuro. E così Ester e Ragna trovano riparo nella loro amicizia, si aiutano e crescono insieme, tenendosi per mano.

Stórá racconta con morbidezza l’incontro e i sogni delle due ragazze, anche se spesso il suo sguardo timido sulla vicenda risulta un po’ troppo distaccato. Durante la visione si ha l’impressione di spiare una storia che non riesce mai a coinvolgere totalmente il pubblico, se non in un paio di scene molto forti per la loro crudezza (il tentativo di suicidio della madre di Ragna, ad esempio).

Le ambientazioni fredde, i paesaggi nordici, il silenzio che regna nel piccolo agglomerato di case in riva al mare, nonostante la bellezza delle immagini, non aggiungono grandi vanti visivi al film.

Le punte di diamante di quest’opera prima rimangono, indubbiamente, le due interpreti femminili Juliett Nattestad e Helena Heðinsdóttir, giovani ma già assolutamente in grado di sostenere il peso del grande schermo.

di Daria Marcon