I registi esordienti conquistano la scena del TFF

Ieri, sabato 2 dicembre, all’ombra della Mole Antonelliana, si sono tenute le premiazioni della 35ª edizione del Torino Film Festival.

A trionfare è stata l’opera seconda del regista israeliano Ram Nehari, Don’t Forget Me, che conquista la giuria con il delicato racconto di una ragazza anoressica con velleità da top model e un suonatore di tuba, che cercano disperatamente di evadere dal disagio esistenziale di una vita che non accettano e non riconoscono. Il film convince anche per la performance dei due attori protagonisti (Moon Shavit e Nitti Givrtz), che si aggiudicano il premio come Miglior Attore e Miglior Attrice, quest’ultimo ex-aequo con Emily Beecham per il film Daphne di Peter Mackie Burns.

Il premio per la Miglior Sceneggiatura è stato assegnato a Kiss and Cry di Chloé Mahieu e Lila Pinell, che si aggiudicano anche la menzione speciale della giuria, insieme al film Lorello e Brunello di Jacopo Quadri. Quest’ultimo ottiene anche il Premio Cipputi come Miglior Film sul mondo del lavoro, perché “il regista ci ricorda un modo di intendere il lavoro che spesso la nostra civiltà urbana continua a dimenticare (…) e lo fa attraverso il potente ritratto di due protagonisti consapevoli del proprio ruolo, della storia che li ha preceduti e del tempo che stanno vivendo”.

Il Premio Fipresci va, invece, a Morto Stalin se ne fa un altro (The Death of Stalin) di Armando Iannucci, ormai al suo secondo lungometraggio, dopo una lunga carriera caratterizzata da numerose sceneggiature e regie di programmi televisivi e serie tv.

Il Premio come Miglior Documentario per Italiana.DOC se lo aggiudica Diorama di Demetrio Giacomelli. Il Premio Speciale della Giuria è stato, invece, riservato a Talien di Elia Mouatamid per “la delicatezza con cui ha condiviso la sua storia di famiglia, raccontando le sottili trasformazioni di due culture”.

L’Internazionale.DOC è stato assegnato a M-1 di Luciano Pérez Savoy. Nella stessa sezione, il Premio Speciale della Giuria è, invece, andato a Sanse Adieu di Cristophe Agou: “Un film che mostra il volto delle persone che vivono con dignità ai margini della nostra società del benessere”.

Da non dimenticare, infine, il Premio Italiana Corti, assegnato ai giovani registi che vogliono lanciarsi nel mondo del cinema. Quest’anno il premio è spettato a Ida di Giorgia Ruggiano, mentre il Premio Speciale della Giuria è andato a Blue Screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo.

Altra iniziativa particolarmente interessante è il Torino Film Lab, un laboratorio dedicato allo sviluppo di progetti cinematografici con focus sui talenti emergenti. L’edizione si chiude, ogni anno, con la distribuzione dei premi volti a sostenere e sviluppare i progetti più interessanti e innovativi. Fra gli undici premi assegnati, spicca quello riservato a una produzione nostrana, Sole di Carlo Sironi, che si aggiudica 2 TFL Production Award.

Grande soddisfazione, dunque, anche per l’Italia, che ha avuto modo di presentare, in questa edizione, molti dei suoi nuovi talenti, come Sebastiano Mauri, che nella sezione non competitiva After Hours ha incantato il pubblico con il suo Favola.

Un’opera prima si aggiudica anche il Premio del pubblico: A voix haute di Stéphan de Freitas, attore francese per la prima volta dietro la cinepresa. A dimostrazione che i registi esordienti ci riservano ancora molte sorprese.

di Giulia Losi

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