MARIA BY CALLAS: IN HER OWN WORDS di Tom Volf (2017)

“In her own words”, con le sue parole, è così che il giovane Tom Volf cerca (con successo) di raccontare la vita di Maria Callas, probabilmente la miglior cantante di opera lirica di tutti i tempi.

Sullo schermo lo spettatore può vedere una Callas inedita, non quella delle prime pagine o delle celebri interviste, ma quella che si lascia andare nei filmati familiari o nelle intense lettere. Una Callas che abbandona momentaneamente il suo ingombrante ruolo per essere semplicemente Maria.

Per dipingere tale ritratto il regista utilizza solo materiali preesistenti: riprese amatoriali (molte delle quali girate in super8), fotografie, interviste dimenticate o considerate perdute, ma soprattutto lettere personali, documenti dal valore inestimabile che ci mostrano una Maria fragile, sincera, umana (l’unico elemento “non originale” del film è proprio la voce di Fanny Ardant che legge, appunto, tali lettere).

Si tratta di un’enorme quantità di materiali inediti, veri e propri reperti, che Tom Volf ha pazientemente cercato, visionato, estrapolato e montato (un lavoro certosino durato circa 4 anni), fino a ottenere un lungometraggio con un ottimo ritmo e una durata non eccessiva.

Il film procede in ordine cronologico, raccontando la carriera e la vita privata della Callas, dagli anni ’40 sino alla prematura morte nel 1977. Un’intervista televisiva degli anni ’70, in bianco e nero, funge da fil rouge. Infatti, ricorre frequentemente per tutta la durata della pellicola e ci mostra una Maria molto matura, spigliata e sofisticata nelle risposte.

Naturalmente anche la colonna sonora del film non è originale. Il regista utilizza le magnifiche esibizioni della cantante stessa. Alcune sono le sue interpretazioni più celebri, altre, invece, sono poco note, se non addirittura improvvisate.

Il documentario non si sofferma affatto sugli eventi scandalistici della vita del soprano (il concerto di Roma, interrotto dopo il primo atto nel 1958, o la tanto chiacchierata relazione con Onassis). Non si lascia spazio al gossip perché ne toglierebbe alla Callas.

Ci si sofferma, invece, sulle lettere. Non sono molte quelle lette, ma quelle parole sono tanto vere e tanto intense da rappresentare il momento più forte e toccante della pellicola.

Maria by Callas: In Her Own Words è una rimarchevole opera prima, frutto del grande lavoro di un regista giovane, appassionato e audace. La capacità di coinvolgere emotivamente qualsiasi spettatore (dal più esperto al più incolto sulla vita della cantante) è il risultato del grande entusiasmo di Tom Volf, entusiasmo che si riflette in questo film convincente, sorprendente e molto piacevole. Un’opera prima sicuramente da vedere.

di Alice Romani