FROZEN RIVER di Courtney Hunt (2008)

Ray (un’ottima Melissa Leo) è una donna disperata. A pochi giorni da Natale, suo marito l’ha abbandonata, portando con sé i soldi necessari a ultimare l’acquisto della nuova casa e lasciandola sola con i due figli di 15 e 5 anni, in un appartamento degradato e con un mare di debiti.

La disperazione porta la protagonista a mettersi nei guai: per guadagnare i soldi indispensabili alla sopravvivenza sua e dei suoi figli, inizia a trasportare illegalmente clandestini dallo Stato di New York al Québec attraverso il fiume San Lorenzo, ghiacciato in inverno, insieme a Lila, una giovane donna appartenente alla comunità Mohawk. La situazione, apparentemente sotto controllo, precipita inevitabilmente, costringendo le due donne ad affrontare le conseguenze delle loro azioni.

Courtney Hunt, al suo esordio cinematografico, trasporta lo spettatore in un ambiente gelido, abitato da personaggi che, seppur in situazioni critiche, non hanno perso la speranza né la forza di lottare per ottenere il loro personale happy ending. È il caso dei clandestini, disposti a viaggiare in un portabagagli a un prezzo elevatissimo, pur di iniziare una nuova vita, di Ray che si batte per i suoi figli e la sua casa, e di Lila che rivuole indietro suo figlio, sottrattole dalla suocera alla morte del marito.

La regista sembra dirci che l’amore materno è la forza più grande di tutte, capace di garantire un lieto fine, in apparenza improbabile, se non addirittura impossibile (come nel caso del neonato pakistano, ritrovato vivo dopo essere stato lasciato in un borsone sul lago ghiacciato). Questo incondizionato e nobile sentimento porta le diverse mamme a comprendersi, anche se di culture diverse, e quindi ad aiutarsi vicendevolmente.

La regia ci ingabbia in uno scenario senza via di scampo. La macchina da presa è posta in luoghi piccolissimi, asfissianti, come l’automobile di Ray, la sua casa diroccata o la roulotte di Lila. Non ci sono campi lunghi a inquadrare l’ambiente circostante (se non le poche inquadrature dedicate al minaccioso fiume ghiacciato). Prevalgono, infatti, i primi o primissimi piani.

Frozen River è un’ottima opera prima, che non a caso si è aggiudicata alcuni importanti premi e anche due nomination agli Oscar, riconoscimenti notevoli per un film indipendente. La sua forza è data, soprattutto, da tre elementi: la buona sceneggiatura e la solida regia di Courtney Hunt, a cui si somma la rimarchevole interpretazione di Melissa Leo.

di Alice Romani