CODICE CRIMINALE di Adam Smith (2016)

Codice criminale (Trespass Against Us) è il primo lungometraggio diretto dal regista inglese Adam Smith. Nonostante sia un’opera prima, il film vanta un cast di tutto rispetto: Brendan Gleeson e Michael Fassbender, due pilastri del cinema irlandese, che ci regalano due interpretazioni complesse e ricche di sfumature.

Chad (Fassbender) vive con la moglie e i due figli in una comunità nomade inglese, dedita ai furti. Il capo del clan è Colby, padre di Chad, un uomo spregiudicato e orgoglioso del potere che esercita incontrastato. Ormai da tempo, Chad nutre il desiderio di andare a vivere altrove con la sua famiglia, ma non riesce ad affrontare il padre.

I due hanno un rapporto complesso, controverso, cui fa da controparte la relazione tra Chad e il figlio di sette anni, Tyson. Se da una parte Chad è da sempre succube delle decisioni paterne, delle quali subisce ancora le conseguenze (come quella di essere analfabeta perché Colby non volle mandarlo a scuola), dall’altra è determinato a essere un buon padre per i suoi figli, con i quali lascia emergere il suo lato affettuoso e tenero.

Il carattere di Chad è costruito su diversi piani paralleli, difficili da conciliare, ma proprio per questo il risultato è quello di un personaggio affascinante per le sue molteplici sfaccettature, che si scontrano continuamente con la cruda personalità di Colby, che possiede invece un’unica voce, rozza e oppressiva.

La scelta di raccontare una realtà così particolare e ai margini della società, come quella di un clan nomade composto da cittadini inglesi, sorprende per la sua originalità e Smith riesce, anche attraverso l’ambientazione in una fredda periferia rurale post-industriale, a descriverla realisticamente e molto lucidamente.

Lo sviluppo del film, inoltre, è arricchito da scene di azione ricche di pathos girate in maniera magistrale, da una fotografia pulita, ma piena di scelte interessanti (come il fermo immagine sul finale) e da una colonna sonora (composta dai The Chemical Brothers) la cui presenza è estremamente forte.

di Daria Marcon