ADDIO FOTTUTI MUSI VERDI di Francesco Ebbasta (2017)

, Opere Prime

L’atteso debutto sul grande schermo della factory napoletana The Jackal è una sci-fi comedy, che affronta il tema della disoccupazione giovanile con la consueta ironia che caratterizza i loro video. Ciro Priello interpreta un giovane e talentuoso grafico precario, che, alla ricerca di un impiego dignitoso, invierà il suo curriculum nello spazio.

Presentato nel corso della XII Festa del Cinema di Roma, nella sezione Alice nella Città, Addio Fottuti Musi Verdi è un prodotto ben curato, con un’attenzione particolare agli effetti speciali, che facilmente avrebbero potuto costituire un punto debole del film. Cosa che, invece, non accade.

Il ritmo della narrazione funziona, sorretto dalle gag di Priello con Fabio Balsamo, fidato amico del protagonista e degno comprimario, insieme a Beatrice Arnera. Lo stile visivo di Francesco Capalbo, in arte Francesco Ebbasta, e il montaggio incalzante conducono gli spettatori in un viaggio citazionistico con derive nel grottesco.

Quello dei The Jackal si conferma, mantenendo fede alle aspettative, uno dei più interessanti approdi di ex YouTuber nel mondo del cinema. C’è una coerenza di fondo con la propria natura e, al tempo stesso, una voglia e una tendenza a trovare una formula nuova per adattarsi al passo del lungometraggio.

Non mancano, com’è giusto che sia, riferimenti e strizzatine d’occhio ai loro fan. Basti pensare al nome della pizzeria “Deux Fritures” o ai piccoli ruoli destinati a Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito, che rimandano immediatamente all’esilarante immaginario creato con “Gli effetti di Gomorra sulla gente”. C’è, tuttavia, anche l’ambizione di esplorare in pompa magna un genere, quello della fantascienza, col quale avevano già avuto modo di confrontarsi con la serie “Lost in Google” nel 2011, con mezzi ben più limitati, ma un risultato comunque intrigante.

I toni di AFMV lavorano sulla caricatura e sull’esasperazione, a partire dalla premessa drammaturgica dell’estremizzata “fuga di cervelli” nello spazio. Le derive nel grottesco e nell’assurdo sono, però, (quasi) tutte studiate e calibrate, fino a raggiungere l’apoteosi in un geniale cameo, che sarebbe un peccato rivelare a poche ore dall’uscita ufficiale in sala.

di Camilla Di Spirito