Il VANGELO SECONDO MATTEI di Antonio Andrisani e Pascal Zullino (2017)

, Opere Prime

Un regista e il suo assistente, entrambi cinquantenni, tornano nella loro terra d’origine: la Basilicata. Qui dovranno girare il loro prossimo film: “Il Vangelo Secondo Mattei”. Sulla scia de “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964, collocano il loro set proprio a Matera, dove vanno alla ricerca degli attori che avevano interpretato un ruolo nel capolavoro pasoliniano.

Inizialmente, trovano un ottantenne malato di pleurite e un altro anziano con un Alzheimer in stadio avanzato, per arrivare, infine, al settantenne Franco Gravela (Flavio Bucci), con una passione irrefrenabile per il cinema, nata successivamente alla piccola comparsa nel film del ’64. Quest’ultimo accompagna gli spettatori, insieme ai due registi, in questo progetto cinematografico. In realtà, il fatto di utilizzare uno dei componenti del cast del film di Pasolini è puramente una trovata mediatica dei registi, che non hanno interesse a raccontare la figura di Cristo, bensì vogliono esporre un problema che affligge la Basilicata: il petrolio.

Attraverso l’omaggio a Pasolini, i registi parlano in maniera diretta, e talvolta indiretta, di questa problematica ambientale che sta distruggendo il territorio, tra politici corrotti e l’intera cittadinanza che, nonostante l’evidenza del problema, resta inerte e indifferente. La forza di questo film sta proprio nell’ironia, che si mescola alla drammaticità per dar vita a uno stile grottesco, che sorvola tutti i problemi, senza coinvolgere direttamente lo spettatore.

Tutto questo è stato possibile anche grazie alla grande interpretazione di Flavio Bucci nei panni di “Franco Gravela”: un pensionato che vive con evidenti difficoltà economiche, un figlio che è emigrato all’estero per cercare lavoro, una moglie che l’opprime in continuazione, e un sogno: fare cinema. Nel suo piccolo cerca di cambiare gli eventi che gli accadono, non riuscendoci ovviamente, ma affrontandoli con una tenacia e una forza invidiabili. Il sogno di una persona pura, che ha lavorato una vita intera, diventa luce capace di spazzare via l’oscurità, che ha lo stesso colore marcio del petrolio.

di Davide Torriero Pompa