Carbonia Film Festival. Prima giornata all’insegna di proiezioni e grandi incontri

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Si è aperta, ieri, la nuova edizione del Carbonia Film Festival (già Mediterraneo Film Festival fino al 2016), rassegna cinematografica sarda biennale, che anche quest’anno, privo della sezione competitiva, non rinuncia all’incontro e confronto tra pubblico e autori, cinefili e cineasti.. Il programma How to Film the World, fresca iniziativa della kermesse, coinvolge infatti registi italiani e internazionali in proiezioni, dibattiti e masterclass aperte al pubblico.   

Alle 18 presso la Cineteca Sarda di Cagliari sono stati proiettati due cortometraggi, Grandma e Joy, che portano entrambi la firma di Daniele Gaglianone, affiancato nel primo da Alfie Nze, regista teatrale di origini nigeriane. I due corti in questione sono accomunati dalla tematica dell’integrazione, affrontata in maniera non banale. Grandma racconta di un ragazzo nigeriano, che si vede costretto ad abbandonare la sua terra e affida a una canzone tutto il suo malessere, nonostante la nonna non condivida la sua scelta. Joy, invece, ha per protagonista una giovane immigrata di seconda generazione che, attraverso il confronto con un gruppo di ragazzi africani, riscopre e impara ad accettare le sue radici.  

La discussione scaturita nel post proiezione, tra i due registi e il pubblico, è stata pregna di interessanti spunti di riflessione. Uno su tutti, l’indagine sulla percezione che abbiamo dell’altro nella società attuale, con relative implicazioni politiche e culturali.

Alle 21:30 al Cinema Odissea, sempre a Cagliari, è stata la volta di un’opera prima: Il cratere di Silvia Luzi e Luca Bellino, già presentata a Venezia nella Settimana della Critica e a breve in partenza per un prestigioso festival giapponese. Lo stimolante esordio di questi due autori ci mette a confronto con una famiglia napoletana, che vive di sogni e desolazione. In particolare, al centro della narrazione emerge il complesso e conflittuale rapporto padre-figlia. I due personaggi chiave sono, peraltro, interpretati realmente da un padre e da una figlia, che mettono in scena contrasti e conflitti reali. Quest’opera prima si colloca, quindi, a metà strada tra il mondo del documentario, dal quale i due autori provengono, e quello della finzione, ibridando questi due universi in maniera interessante. Anche in questo caso, il dibattito successivo alla proiezione è stato ricco di riflessioni, a partire dalle domande relative allo stile registico adottato dai due fino ad arrivare a quelle sul lavoro sugli attori e al racconto dei nove mesi di preparazione, precedenti alle riprese. Un film che è stata anzitutto un’esperienza umana per i due cineasti, pronti ora a misurarsi nella competizione ufficiale del Tokyo International Film Festival, dove la loro sarà l’unica pellicola italiana presente.  

In attesa di scoprire cosa ci riserverà questa seconda giornata di festival, che vede in programma una masterclass col regista palestinese Mahdi Fleifel e a seguire la proiezione della sua opera d’esordio e di un suo cortometraggio, continuate a seguirci per scoprire insieme tutti gli eventi che ci riserverà, quest’anno, il Carbonia Film Festival.

di Camilla Di Spirito e Francesco Milo Cordeschi

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