THE DRILLER KILLER di Abel Ferrara (1979)

, Grandi Esordi

Un horror di sangue, dai dialoghi brevi e incisivi, avvolto in un’atmosfera tenebrosa. Il Lower East Side di Manhattan è un quartiere di ubriachi senzatetto, dove regnano violenza e disordine, nel quale Reno condivide un appartamento con la compagna Carol (Carolyn Marz) e l’amica Pamela (Baybi Day).

Immerso in una routine noiosa e soffocato dai debiti, il protagonista si rivolge al gallerista omosessuale Dalton Briggs, il quale gli commissiona un quadro che avrebbe dovuto raffigurare un bisonte dalle tinte scure e inquietanti, unica sua speranza di guadagnare qualche soldo e intraprendere una carriera da artista.

Tuttavia, la situazione si aggrava quando nel palazzo viene ad abitare una punk band che adibisce l’appartamento a sala prove. Rintronato dal rumore assordante, oppresso dai debiti e dall’ansia del fallimento, Reno precipita nella pazzia. Dopo l’acquisto di un alimentatore portatile, la stabilità psichica del pittore degenera, trasformandolo in un serial killer che uccide i barboni delle strade a colpi di trapano.

Uscito nelle sale cinematografiche nel 1979, The Driller Killer costituisce l’esordio del regista americano Abel Ferrara. Dopo il porno del 1976, 9 Lives of a Wet Pussy, Ferrara si cimentò nella realizzazione di una pellicola horror, iniziando le riprese nel 1977.

Ferrara decise di interpretare lui stesso il protagonista Remo Miller, in mancanza di fondi esterni a disposizione, con lo pseudonimo di Jimmy Laine, e girò nel suo appartamento e tra Union Square e la 17a strada.

Incorniciato dalle musiche frenetiche e inquietanti curate da Joe Delia, il film non fu accolto positivamente dalla critica del tempo. Caratterizzato da una trama estremamente semplice e facilmente prevedibile, si rivela pieno di scene lente e poco coinvolgenti.

Il filo conduttore della vicenda non è facile da seguire, manca la suspense, anche se gli attori si rivelano in grado di mettere in scena il disagio e il malessere della vita dei bohémien del tempo.

Un finale esageratamente tragico conclude la vicenda. The Driller Killer si dimostra un film nel quale il regista sperimenta le tecniche della regia cinematografica, che verranno messe definitivamente a punto solo nelle sue opere successive, maggiormente curate e decisamente più mature. Un lungometraggio, quindi, essenziale per comprendere i futuri sviluppi della regia di Ferrara.

di Elisabetta Moiraghi