Venezia 74. L’euforia degli esordi, il merito dei grandi nomi

, Fatti di cinema

Una ventata di compiacimento ha accompagnato l’epilogo della settantaquattresima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. A dispetto di alcune delusioni susseguitesi, specie per ciò che riguarda il concorso ufficiale (si pensi al quarto d’ora di fischi serbato a Mother! di Aronofsky, che doveva essere la pellicola-rivelazione della kermesse), la chiusura è stata decisamente degna delle aspettative, consolidando l’ampio credito di autori affermati e regalando momenti di gloria anche agli emergenti.

Ad aver indubbiamente preso in contropiede è stato l’inaspettato trionfo di Guillermo Del Toro per The Shape of Water: «Ho 51 anni, peso 136 chili e ho fatto 10 film», ha commentato commosso il cineasta messicano, «Come narratore, a prescindere dall’età, con un film prendi sempre dei rischi cercando di fare qualcosa di diverso. È la prima volta che un regista messicano ottiene questo premio e lo dedico a tutti i filmmaker sudamericani che sognano di raccontare attraverso il fantasy». Senza chiaramente nulla togliere al suo straordinario appello finale: «Credo nella vita, nell’amore e nel cinema».

Se ad aver sorpreso è stato il Leone d’oro a Del Toro, lo è altresì stato il doppio riconoscimento ottenuto dal francese Xavier Legrand, cresciuto principalmente come attore, pluripremiato per il cortometraggio Avant que de tout perdre nel 2013 e ora sul podio del Palazzo del Cinema seguito da encomi e scroscianti applausi: subito dopo la consegna del Leone del Futuro per la Miglior Opera Prima, il suo Jusqu’à la garde si è aggiudicato anche il Leone d’argento alla Miglior Regia. Un’escalation di enfasi ed entusiasmo, a cui il regista non ha saputo trattenersi, scoppiando in lacrime dalla commozione. La giuria ha così premiato il dramma familiare dai risvolti conturbanti, che aveva colpito buona parte della critica già dalla sua anteprima.

Una triste vicenda quotidiana, che vede coinvolto un adolescente nel bel mezzo di una spinosa diatriba familiare, dove l’ossessione di un padre infantile e morboso sembra farsi sempre più sentire. «Mi si chiede spesso perché un tema così duro per un primo film», ha spiegato lo stesso Legrand nonostante l’emozione, «ma non potevo aspettare un secondo per l’urgenza che avevo di trattare un tema come la violenza sulle donne».

Rimanendo in tema opere prime, vanno indubbiamente sottolineati gli esiti della trentaduesima Settimana Internazionale della Criticai cui riconoscimenti principali sono stati assegnati venerdì 8 settembre a tre dei sette esordi selezionati: Temporada de Caza dell’argentina Natalia Garagiola, vincitore del Premio pubblico SIAE per la struggente storia di un conflitto padre-figlio, Team Hurricane della danese Annika Berg, annunciato come il “film-punk” della rassegna, che porta a casa il Premio Circolo del Cinema di Verona, e per finire Les Garçons Sauvages del francese Bertrand Mandico, etichettato invece come “film-scandalo” dell’edizione, trionfante nel Premio Mario Serandrei per il Miglior contributo tecnico.

A evento concluso, il direttore Giona A. Nazzaro ha tenuto nuovamente a evidenziare la massiccia presenza di firme al femminile, definendo quella di quest’anno «un’edizione che ha celebrato le innumerevoli diversità del talento e del cinema nuovo. Un’edizione accolta con grandissimo favore e affetto dal pubblico. Un’edizione che ha rivelato sette nuovi autori dei quali sentiremo parlare ancora per moltissimi anni. Questo è il lavoro e la missione della SIC».

 

C’è da rallegrarsi anche per quanto riguarda le Giornate degli Autori: per la sua prima audace fatica Dove cadono le ombre, dramma psicologico incentrato sulle tragiche vicissitudini di un ex orfanotrofio, divenuto poi col tempo istituito per anziani, la trentanovenne salentina Valentina Pedicini ha, infatti, vinto il Premio Edipo Re come miglior regista. Il tutto non omettendo la straordinaria prova recitativa della sua interprete Federica Rosellini, premiata pochi giorni prima col Nuovo Imaie Talent Award, riconoscimento che anni or sono fu di buon auspicio per Alessandro Borghi.

Il debutto registico dell’attrice francese Sara Forestier, già forte di César alle spalle, viene apprezzato con ben due premi: M. ha infatti convinto la giuria, incassando il Premio Fedeora alla Miglior Regista Esordiente e il Premio Label Europa Cinemas. Una sequela di sorprese e soddisfazioni che annoverano questa come una tra le edizioni più intriganti, e sicuramente meno discusse, della kermesse del Lido degli ultimi anni. Molto da capire sulle nuove promesse e altrettanto da scoprire sui  nomi del presente.  

di Francesco Milo Cordeschi

 

 

VENEZIA 74 TUTTI I PREMI:

LEONE D’ORO per il miglior film:

THE SHAPE OF WATER  

di Guillermo del Toro (USA)

 

LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA:

FOXTROT

di Samuel Maoz (Israele, Germania, Francia, Svizzera)

 

LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA:

Xavier Legrand

per il film JUSQU’À LA GARDE (Francia)

 

COPPA VOLPI

per la migliore attrice:

Charlotte Rampling

nel film HANNAH di Andrea Pallaoro (Italia, Belgio, Francia)

 

per il miglior attore:

Kamel El Basha

nel film THE INSULT di Ziad Doueiri (Libano, Francia)

 

PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA:

Martin McDonagh

per il film THREE BILLBOARDS OUTSIDE EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh (Gran Bretagna)

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA:

SWEET COUNTRY

di Warwick Thornton (Australia)

 

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI

a un giovane attore o attrice emergente:

Charlie Plummer

nel film LEAN ON PETE di Andrew Haigh (Gran Bretagna)

 

ORIZZONTI TUTTI I PREMI:

il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM:

NICO, 1988

di Susanna Nicchiarelli (Italia, Belgio)

 

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA:

Vahid Jalilvand

per BEDOUNE TARIKH, BEDOUNE EMZA (NO DATE, NO SIGNATURE) (Iran)

 

il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI:

CANIBA

di Véréna Paravel e Lucien Castaing-Taylor (Francia, Usa)

 

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE:

Lyna Khoudri

nel film LES BIENHEUREUX di Sofia Djama (Francia, Belgio, Qatar)

 

il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE:

Navid Mohammadzadeh

nel film BEDOUNE TARIKH, BEDOUNE EMZA (NO DATE, NO SIGNATURE)

di Vahid Jalilvand (Iran)

 

PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA:

Dominique Welinski e René Ballesteros

per il film LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami  (Francia, Germania, Paesi Bassi, Cile)

 

PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO:

GROS CHAGRIN

di Céline Devaux (Francia)

 

il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2017:

GROS CHAGRIN

di Céline Devaux (Francia)

 

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA

LEONE DEL FUTURO

PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS”:

JUSQU’À LA GARDE

di Xavier Legrand (Francia)

 

VENEZIA CLASSICI  TUTTI I PREMI:

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA:

THE PRINCE AND THE DYBBUK

di  Elwira Niewiera e Piotr Rosołowski (Polonia, Germania)

 

il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO:

IDI I SMOTRI (VA’ E VEDI)

di Elem Klimov (URSS, 1985)

 

VENICE VIRTUAL REALITY TUTTI I PREMI:

PREMIO MIGLIOR VR a:

ARDEN’S WAKE (EXPANDED)

di Eugene YK Chung (USA)

 

PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR (PER CONTENUTO INTERATTIVO):

LA CAMERA INSABBIATA

di Laurie Anderson e Hsin-Chien Huang (USA, Taiwan)

 

PREMIO MIGLIORE STORIA VR (PER CONTENUTO LINEARE):

BLOODLESS

di Gina Kim (Corea del Sud, USA)