FOOD, INC. di Robert Kenner (2008)

Food, Inc. è un documentario realizzato da Robert Kenner, che indaga sulla catena di produzione del cibo di massa negli Stati Uniti.

L’inchiesta spiega e approfondisce tutti i passaggi che riguardano la produzione di cibo negli Stati Uniti, dalla carne agli ortaggi, mettendo così in luce le distorsioni causate dalla politica dell’industria del cibo e facendo riflettere lo spettatore sul modello economico e alimentare.

Il regista dimostra che la produzione di cibo è gestita solo da alcune grandi corporazioni e che tutto è studiato nei minimi particolari con il solo scopo di tagliare il costo di produzione per massimizzare il profitto, abbassando però gli standard d’igiene e mettendo a rischio la salute dei consumatori, sfruttando al massimo la forza lavoro e utilizzando il metodo dell’allevamento intensivo.

Quella che Keller ci mostra è una realtà orribile. I produttori USA nascondono volontariamente ai consumatori tutte le informazioni riguardanti l’origine, gli ingredienti e il processo di produzione. Il consumatore americano non conosce e non può nemmeno immaginare che cosa sta davvero mangiando.

Attraverso le varie testimonianze di agricoltori, le cui vite ora appartengono alle grandi corporazioni, madri che hanno perduto i loro figli a causa di hamburger contaminati, telecamere nascoste all’interno di stabilimenti dove si macellano gli animali, si scoprono i retroscena inquietanti di una società per la quale è più importante il profitto economico che la salute di chi mangia, la quantità di cibo prodotto rispetto alla qualità.

Un’altra triste realtà, che esiste in parallelo e che viene messa in luce dall’inchiesta di Kenner, riguarda i prezzi del cibo. Tanti americani calcolano che, anche se decidessero di cucinare da soli ogni loro pasto, non riuscirebbero comunque a battere i prezzi e le offerte dei fast food: in America un hamburger è più economico di un mazzo di broccoli o di qualunque altro tipo di verdura.

Il regista, però, insiste sul potenziale dei consumatori nel sostenere una produzione “eco-compatibile”, supportando una produzione sostenibile comprando il “cibo giusto”. Come si può, però, scegliere correttamente, se le informazioni sui prodotti sono tenute nascoste ai consumatori con il consenso delle agenzie ufficiali? E se molti dei manager delle grandi corporazioni sono essi stessi membri delle associazioni di vigilanza?

La risposta che ci suggerisce il regista è semplice: le aziende producono ciò che la gente vuole. Quindi, siamo noi ad avere il potere di cambiare le cose. Se noi non consumiamo i loro prodotti, le aziende alimentari li cambieranno e, se preferiamo un prodotto biologico, le aziende decideranno di produrre quello.

Il lavoro di Kenner è oggettivo, incisivo e soprattutto assesta un colpo molto duro all’industria alimentare, che infatti ha cercato in tutti i modi di ostacolarne la realizzazione. Il lavoro di preparazione è iniziato nei primi anni 2000, ma la produzione, la distribuzione e lo stesso regista sono stati coinvolti, più volte, in cause legali da quelle corporazioni su cui stavano indagando.

Perché Kenner racconta le cose come stanno. Quello che mostra è reale. Le persone intervistate sono reali. Kenner non usa toni canzonatori, come altri documentari che si sono occupati di argomenti simili. Le immagini sono crude, non abbellite, tanto che l’intento del regista sembra essere quello di mostrare la verità allo spettatore spingendolo a trarre lui stesso le conclusioni, mostrandogli ciò che sta consumando, mettendolo a conoscenza dei rischi in cui incorre involontariamente e sperando che alla fine lo spettatore agisca in qualche modo, per sé e per gli altri.

di Beatrice Bosotti