PULCE NON C’È di Giuseppe Bonito (2012)

, Opere Prime

Margherita è una bambina di nove anni affetta da autismo. È lei la piccola “Pulce” dell’opera prima di Giuseppe Bonito, tratta dall’omonimo romanzo di Gaia Rayneri. Ad accudire Margherita c’è il calore della sua famiglia: la sorella Giovanna (Francesca Di Benedetto), il papà Gualtiero (Pippo Delbono), i nonni (Piera Degli Esposti, Raffaele Pisu) e la mamma Anita (Marina Massironi).

Il parto di Anita per mettere al mondo Margherita fa da preludio all’opera: l’incipit che incide il film sul registro del dolore, delle avversità della vita, ma anche dell’amore che contiene e sostiene tutto. La vita familiare va avanti regolarmente, fino a quando un giorno Anita non trova Pulce all’uscita di scuola: i servizi sociali hanno preso in custodia la piccola per via dei presunti abusi sessuali subiti da parte del padre Gualtiero.

Da questo punto in poi, la narrazione si frantuma in mille pezzi e le vicende cominciano a susseguirsi con un ritmo serrato e costante. Il grandissimo lavoro fatto da Giuseppe Bonito sta proprio nell’aver preso questi cocci narrativi e averli tenuti insieme per ricostruire il tutto alla fine, ponendo l’occhio della macchina da presa all’interno dei rapporti tra i vari personaggi con una tale delicatezza, sensibilità e genio, da far sembrare che il suo intento sia stato quello di osservare fatti naturalmente accaduti e non di dirigere la scena.

L’ottima scelta del cast ha permesso un notevole affiatamento familiare, unico vero luogo in cui è possibile superare tutte le avversità, le calunnie e le malelingue che spadroneggiano nella società per distruggere ciò che c’è di buono. Altro intento geniale del regista è porre la narrazione dal punto di vista di Giovanna, sorella di Pulce: raccontare un qualcosa di estremamente complesso attraverso gli occhi di una semplice tredicenne.

La colonna portante dell’intera tragedia, come spesso accade, è la figura femminile: una straordinaria Marina Massironi trova costantemente il modo di tenere in equilibrio una situazione familiare sull’orlo del baratro tra un marito piombato nell’abisso della vergogna, la figlia Giovanna troppo giovane per vivere consciamente situazioni come questa e la piccola Pulce che, osservando dalla sua prospettiva una contemporaneità contorta e malvagia, vola al di sopra di tutti i problemi come se fosse altrove.

Infatti Pulce non c’è, non è mai stata segnata da tutto quel turbinio di eventi, ma è costantemente presente nel cuore, nella mente e nell’anima di chi l’ha sempre accudita e darebbe la vita per lei.

di Davide Torriero Pompa