CHI SALVERÀ LE ROSE? di Cesare Furesi (2017)

, Opere Prime

Chi salverà le rose?, opera prima del regista e scrittore Cesare Furesi e prima esperienza anche per la casa di produzione Corallo Film, nata proprio in occasione di questo progetto, in programmazione nelle sale italiane da giovedì 16 marzo, è un film che tratta il tema dell’amore in un’accezione particolare. Racconta un amore puro, assoluto, poetico, l’amore nella sua forma più vera e profonda. Il film di Furesi è uno spin-off del film Regalo di Natale di Pupi Avati del 1986, di cui vediamo la locandina in secondo piano in una scena del film. Proprio per questo motivo ritroviamo lo stesso protagonista, cioè l’Avvocato Santelia, interpretato in entrambi i film da Carlo Delle Piane. In questo film Giulio è un uomo anziano che ha dedicato tutta la vita al poker, rinunciando alla professione di avvocato, fino al giorno in cui abbandona tutto per poter stare vicino al suo compagno di vita Claudio (Lando Buzzanca). Claudio è malato e costretto a letto e Giulio passa le sue giornate facendo tutto il necessario per far stare il meglio possibile l’amore della sua vita. Giulio ha una figlia, Valeria (Caterina Murino), che non vede da anni, che a sua volta ha un figlio, Marco (Andrea Careddu), con la stessa passione per il poker del nonno, ma con risultati molto meno soddisfacenti. Quando la situazione di Claudio si aggrava e Giulio non ha più risparmi, si trova costretto a chiamare la figlia. È con l’arrivo di Valeria e Marco che la famiglia si vedrà improvvisamente riunita e dovrà fare i conti con dei sentimenti mai dimenticati. Il rapporto tra Giulio e Claudio è estremamente dolce e poetico e il tema dell’omosessualità non è protagonista in quanto ciò che emerge davvero è l’amore nel suo valore più universale. Non vi è niente di ostentato, di estremizzato, solo l’amore che si fa spazio senza fare rumore. Anche il regista segue la vicenda in punta di piedi, come se fosse lei ad avere le redini del gioco, senza usare effetti particolarmente ricercati. La fotografia è molto calda e la musica si fa strada con grande discrezione e nei momenti opportuni. Magnifici i paesaggi che offre Alghero, città dove è stato girato il film. Assolutamente impeccabili le interpretazioni di Carlo Delle Piane e Lando Buzzanca, entrambi in una veste nuova e molto diversa rispetto ai personaggi da loro interpretati nelle rispettive carriere. Entrambi riescono a mantenere una recitazione pacata e misurata, evitando inutili manierismi che avrebbero potuto facilmente scadere nel patetico. All’inizio del film il regista inserisce una dedica molto originale al padre, con il quale ha un rapporto che ha spiegato così: «Il rapporto con mio padre è stato molto difficile, molto conflittuale. L’ho combattuto fino allo stremo delle forze. Siamo arrivati quasi alle mani. In quella dedica lui avrà visto e avrà colto senz’altro tutto l’amore che ho sempre provato per lui.» Ed è proprio questa conflittualità che sta alla base del rapporto tra Giulio e la figlia Valeria. Una figlia che si è sempre sentita di troppo nel rapporto tra il padre e Claudio, provando una sottile invidia per il loro forte amore. Nonostante questo, non riesce a non amare fino allo stremo questi due uomini. Purtroppo a differenza dei due attori protagonisti, Caterina Murino risulta forzata, con uno stile troppo marcato che stride notevolmente con la discrezione della storia. Contraltare alla bellezza dei sentimenti che provano i personaggi c’è la partita di poker, che da una parte riporta un certo cinismo all’interno della storia, ma dall’altra rappresenta un momento di crescita e di conoscenza di sé del giovane Marco. La narrazione prosegue fluida fino alla fine, quando un’azione forte, ma per il valore della storia inevitabile, mette ancora più al centro l’amore nella sua forma più potente.

di Silvia Festini Battiferro

Lascia un commento