VI Meeting Internazionale del Cinema Indipendente: dibattiti e anteprime a Matera

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Si è tenuta lunedì 6 marzo, presso la sala Kodak della Casa del Cinema di Roma, la presentazione del VI Meeting Internazionale del Cinema Indipendente, iniziativa che avrà luogo a Matera, capitale europea della cultura nel 2019, la prossima settimana (da mercoledì 15 a domenica 19 marzo). Un’opportunità di scambio e formazione per addetti ai lavori, programmatori e pubblico. Tutto finalizzato a stimolare e scoprire una parte del cinema degna di maggiore attenzione. Nato su iniziativa dell’AGPCI (Associazione Giovani Produttori Cinematografici Indipendenti) e promosso da FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai) e ANEC – AGIS PB (Associazione Nazionale Esercenti Cinema e Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, Puglia e Basilicata), l’evento giunge quest’anno alla sua sesta edizione, consolidando così la sua identità. «È il primo meeting dedicato all’intera filiera del cinema indipendente, riservato non solo ai produttori, ma anche agli autori. È, infatti, fondamentale che ci sia una discussione di settore nella maniera più aperta possibile», ha commentato Marina Marzotto, nuova presidentessa dell’AGPCI. Il programma si articolerà in più sezioni: una di queste sarà connotata da anteprime industry, adibite cioè agli esercenti, cui verrà offerta una panoramica sui prodotti disponibili per la primavera e l’estate 2017. Una vera e autentica attività di promozione. Le convention, inoltre, ospiteranno diversi distributori, che presenteranno le proprie line-up per le stagioni successive. Molte saranno le anticipazioni di film italiani in fase di montaggio, che saranno pronti solo per inizio settembre. Il presidente della FICE, Domenico Dinoia, ha tenuto a sottolineare l’urgenza di un nuovo sistema di sale, specie al Sud: «Non bisogna rassegnarsi alle molte battaglie. A Matera, tra dibattiti e incontri, abbiamo un gruppo di film che sicuramente troveranno nel periodo estivo la loro collocazione. Particolare attenzione viene data alla produzione lucana. Abbiamo cercato con grande impegno di condensare, in questi quattro giorni, gli incontri sia con gli esercenti sia col pubblico. Tutto perché non possiamo rassegnarci ad un’omologazione di film che guardi sempre agli stessi generi». La seconda sezione sarà, invece, dedicata ai cittadini lucani: dall’educazione all’immagine, passando per la formazione all’audience di grandi e piccini, volta a coinvolgere un pubblico trasversale e composto non solo da cinefili, per arrivare infine a delle anteprime nazionali non ancora distribuite nelle sale italiane. Tra queste, il candidato al premio Oscar La tartaruga rossa, opera prima dell’animatore Michael Dudok, e l’ultima fatica di Giovanni Veronesi, Non è un paese per giovani. Buona parte delle proiezioni saranno seguite da una sessione aperta di dibattito tra il pubblico e l’autore. Nicola Borrelli, direttore generale cinema del MiBACT, sostenitore dell’iniziativa, ha dichiarato: «È importante tener conto del cinema indipendente, anche a fronte della nuova legge cinema, nonostante i dubbi che sono certo, a seguito dell’applicazione dei decreti attuativi, verranno chiariti. L’anno prossimo avremo una legge pienamente operativa. Una grande opportunità, oltre che una grande sfida, che lo Stato lancia al settore. Ridisegnare gli schemi di intervento è giusto, ma è bene che anche il settore faccia del suo: bisogna ricominciare a rivolgersi agli spettatori. Ogni film ha un suo pubblico di riferimento, che dev’essere necessariamente intercettato e in Italia e nei mercati internazionali. Solo attraverso questa visione saremo in grado di ristrutturare l’intero settore e riassestarlo. È un anno importante che può seriamente siglare l’avvio di una crescita duratura e consistente. Abbiamo bisogno di un vero e autentico salto di qualità, che coinvolga modelli di business e qualità dei prodotti». Il meeting ospiterà inoltre, nel suo penultimo appuntamento, sabato 18 marzo, una lectio magistralis di due grandi produttori indipendenti: Elda Ferri, candidata all’Oscar per La vita è bella di Roberto Benigni, e Pierre-Ange La Pogam, fondatore di EuropaCorp. Questi si confronteranno con il giovane Andrea Cucchi, produttore del film “caso” dell’anno Mine, opera prima del duo Fabio Guaglione e Fabio Resinaro. L’incontro sarà moderato dall’autore e giornalista televisivo Hakim Zejjari. A tal proposito, torna a precisare la Marzotto: «Il giovane cinema indipendente italiano sta dando grandi prove di coraggio e innovazione. Mine è un unicum, un film di due registi esordienti che ha trovato una coproduzione internazionale, sotto il milione di euro di budget e distribuito in oltre venti paesi, persino negli Stati Uniti (non fece meglio neanche La grande bellezza di Paolo Sorrentino). Urge, a questo punto, tornare a riflettere sulla figura del produttore indipendente, poco chiara persino al legislatore. Oggi in Europa se ne discute, ma non si conosce molto in merito. È facile fare le major, servendosi sempre delle stesse formulette. Più complesso è sperimentare. La forza delle aziende indipendenti è, infatti, quella di avere una struttura di costi che permetta l’innovazione, che consenta la sperimentazione. Film come Lo chiamavano Jeeg Robot o l’ultimo Indivisibili di De Angelis scelgono dei linguaggi innovativi, spesso invisi ai broadcaster». Intervenendo in sala, anche Laura Delli Colli ha aggiunto una piccola notazione inerente alla promozione: «È fondamentale che anche i premi siano usati per il rilancio dei film, per riportarli in sala. Si veda anche con le opere prime, che tanto decantiamo. Parlo anche dei film indipendenti che arrivano al Palmarès, che pur non ottenendo il Nastro, sono presenti nella cinquina finalista. Per ciò che concerne la distribuzione, penso che la proposta del Cinema2Day, con tutti i suoi limiti, abbia avuto un senso. Ci sono stati dei film che hanno catalizzato un’area di pubblico, ma che, sfortunatamente, sono stati usati male. Bisogna quindi riflettere anche per fasce anagrafiche. Oggi, se i ragazzi hanno una cifra in mano nel weekend, la sfruttano per andare a mangiare la pizza o bersi una birra. Il cinema lo cercano altrove, tramite lo streaming o la pirateria». A tal proposito, Marina Marzotto ha tenuto a concludere, spendendo due parole sull’educazione all’immagine e sull’importanza della film literacy: «Guardare un film in sala non è come guardarlo sullo smartphone, sul computer o sui vari device. L’esperienza della sala è unica e irripetibile. E i giovani vanno rieducati in tal senso».

di Francesco Milo Cordeschi

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