BRICIOLE SUL MARE di Walter Nestola (2014)

, Opere Prime

Walter Nestola debutta alla regia con una storia quasi onirica, quella di un pescatore salentino, sordomuto, che si reca tutti i giorni a pesca con la sua barca per cercare di distaccarsi fisicamente e mentalmente dai problemi che lo assillano sulla terraferma. Per uno strano caso del destino, un giorno si addormenta e, quando si risveglia, si rende conto di trovarsi a Marsala. Qui incontra Salvo, un giovane ragazzo in cerca della sua strada, per il quale il pescatore diventerà una figura di riferimento. E sempre a Marsala diverrà, suo malgrado, testimone di un omicidio che tingerà di giallo la sua permanenza sull’isola. La narrazione leggera e divertente sfocia, quindi, nel giallo fino ad arrivare a un epilogo inaspettato e grottesco. Il film, per quanto possa apparire semplice, sfrutta le vicissitudini del pescatore e dei suoi conoscenti per trattare, in realtà, un tema molto attuale, ovvero la separazione dal proprio luogo di origine. Salvo viene da una famiglia che ha problemi economici, ma che, nonostante tutto, riesce ad essere felice. Per lui, però, si prospetta un futuro incerto. Decidere di abbandonare le proprie radici per cercare fortuna in un altro “mondo”, affrontando con forza e dignità la nostalgia, oppure non abbandonare i propri cari e lanciarsi nell’avventura di investire sulle proprie radici? Le esperienze e i luoghi del protagonista Salvo dipingono l’Italia come un paese solare e pieno di passione, con un’irrefrenabile voglia di non s-perdersi. E che si sostenga o meno l’idea del regista, il film offre uno spaccato d’Italia denso di suggestioni emotive e psicologiche, ispirate non solo dai bellissimi paesaggi e dall’ottima fotografia, ma anche dai numerosi personaggi, alcuni dei quali scelti tra gli abitanti del luogo e presi, quindi, dalla strada. Per quanto meritevole, quest’opera prima non è comunque priva di difetti: fino al colpo di scena, infatti, si fa spesso fatica a capire dove stia andando la storia, la struttura del giallo è assolutamente incoerente e lascia spazio a numerose domande irrisolte, tanto che in alcuni punti si ha l’impressione di guardare più una fiction che un film e la recitazione dei giovani attori non è pessima, ma comunque migliorabile.

di Beatrice Bosotti

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