Oscar 2017: uno sguardo alle nomination e alle opere prime in gara

Siamo vicini all’appuntamento annuale che assegna il premio più ambito della cinematografia internazionale: l’Academy Award. Un evento che, grazie al marketing e alla sua rinomanza costruita anno per anno, raccoglie i migliori cineasti, interpreti, registi e scrittori in circolazione nel mondo della settima arte. Ogni edizione di questo ambito premio è caratterizzata da eventi particolari, che contribuiscono a rendere gli Oscar testimoni delle vicende e dei cambiamenti in atto nel corso del tempo. L’edizione di quest’anno, più che mai, fa sentire la sua voce in merito agli attuali sconvolgimenti politici. Il discorso di ringraziamento di Meryl Streep, durante gli ultimi Golden Globes, aveva fatto intendere al mondo la linea di pensiero di Hollywood, prima ancora delle nomination ufficiali, e la risposta dell’Academy non si è fatta attendere. Primo sostanziale elemento testimone del cambiamento è la presenza di un film che ha segnato la storia e potrebbe continuare a confermarsi come il grande ritorno ad un cinema classico e spensierato, capace di far sognare lo spettatore: La La Land. Capolavoro di Damien Chazelle, il film restaura un genere quasi abbandonato, il musical, e riporta alla ribalta il tema dell’ottimismo e dell’autorealizzazione dei propri sogni contro le avversità del mondo circostante. Un messaggio che ha conquistato differenti pubblici internazionali, aggiudicandosi ben 7 statuette ai Golden Globes e segnando la storia con 14 nomination agli Oscar, numero raggiunto in precedenza solo da Eva contro Eva e Titanic. Un film che vuole riportare il sorriso nello spettatore, partendo dal cuore della cinematografia internazionale. Accanto a questo, l’Academy non vuole dimenticare i temi più importanti e le storie dei nostri giorni, tanto da scegliere film che parlano di lotte contro le discriminazioni e voglia di riscatto. È il caso di Moonlight, storia di un ragazzino che vive in una Miami povera e maschilista; di Barriere, storia di un ex promessa del baseball e del suo difficile rapporto con il sogno spezzato e con i propri familiari; e ultimo, ma non meno importante, del nostro Fuocoammare. Grazie al film di Gianfranco Rosi, anche quest’anno l’Italia si candida alla corsa per l’Oscar, per la prima volta nella categoria Miglior Documentario, con la storia intensa e toccante degli sbarchi a Lampedusa e del ruolo che quest’isola ha assunto nei confronti dei migranti. Se il nostro regista vincesse la statuetta, sarebbe il 14º premio Oscar per una categoria non tecnica. Un nuovo premio che si aggiungerebbe al prestigio artistico dell’Italia. Considerate queste scelte, risulta evidente come i membri dell’Academy abbiano agito in controtendenza rispetto allo scorso anno. L’edizione del 2016, infatti, è passata alla storia per l’hashtag #SoWhiteOscar, a causa dell’assenza di nomination ad attori afroamericani. Al contrario, oggi, nelle categorie più importanti vediamo candidati Denzel Washington, Ruth Negga, Mahershala Ali, Naomie Harris, Viola Davis e Dev Patel, rispettivamente per Miglior Attore Protagonista, Miglior Attrice Protagonista, Miglior Attrice non Protagonista e Miglior Attore non Protagonista. Un segno importante che dimostra come il cinema e l’arte vogliano far sentire la propria voce in disaccordo con le tendenze politiche del tempo. Tuttavia, gli effetti di questo clima politico non sono mancati, tanto che uno dei concorrenti al premio per il Miglior Film Straniero, Asghar Farhadi, non parteciperà alla cerimonia a causa del provvedimento emanato da Trump, il Muslim Ban. Il regista iraniano, già vincitore di un premio Oscar per il film Una separazione, ha annunciato a seguito del provvedimento e del tentativo da parte dell’Academy di ottenere un’eccezione per lui, di rinunciare alla partecipazione della cerimonia degli Oscar in quanto non ci sono i presupposti per una serena partecipazione. Si preannuncia, quindi, un’edizione dal forte significato simbolico. Per quanto riguarda le opere prime, Lion è stato l’esordio che ha ricevuto più candidature, a partire da quelle come Miglior Attore Non Protagonista per Dev Patel e Miglior Attrice Non Protagonista per Nicole Kidman, passando per Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Fotografia, fino ad arrivare a quella per la Miglior Colonna Sonora. Tra i film d’animazione candidati, invece, troviamo ben tre opere prime su cinque film in gara: Kubo e la spada magica (esordio candidato anche per i Migliori Effetti Speciali), La mia vita da Zucchina e La tartaruga rossa. La premiazione degli Oscar 2017 avrà luogo il 26 febbraio in diretta dal Dolby Theatre di Los Angeles. L’assegnazione del premio ai vincitori avviene tramite la votazione di tutti gli 8000 membri attivi dell’Academy, che dopo aver scelto le nomination dalla Reminder List of Eligible Releases, eleggeranno i vincitori con il sistema di voto maggioritario. Non ci resta, quindi, che attendere la fatidica data e incrociare le dita.

di Laura Santelli

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