MOZZARELLA STORIES di Edoardo De Angelis (2011)

, Opere Prime

L’opera prima di Edoardo De Angelis è tanto geniale quanto insolita, non solo per quanto riguarda il panorama cinematografico italiano, ma anche per quello estero. Mozzarella Stories, infatti, è un’originale fusione di disparati generi, principalmente il gangster (tipicamente americano) e la commedia italiana. Perciò non ci troviamo a New York, ma nel casertano, e il boss dei malavitosi è Ciccio, il re delle mozzarelle di Bufala, il quale all’inizio del film si guadagna il titolo di Ciccio Dop (denominazione di origine protetta). Il film gioca costantemente con i cliché dei gangster movie (un boss appena uscito di prigione, il controllo di un mercato in modi più o meno leciti, il sopraggiungere di una nuova minaccia), cliché che si incontrano, scontrano e adattano ad altri cliché, quelli delle commedie italiane (perciò abbiamo il cantante neomelodico, la tipica nonna chiacchierona che fa ingozzare i suoi ospiti, e naturalmente, protagonista assoluta, la mozzarella di bufala). L’opera prima di De Angelis è ricca di personaggi, forse anche troppo ricca: accanto a Ciccio Dop troviamo Sofia, sua figlia, interpretata dalla sensuale Luisa Ranieri, un personaggio inizialmente piatto, semplice, apparentemente innocuo, ma destinato all’evoluzione e alla presa del potere. Il marito di Sofia è, invece, Angelo Tatangelo (Massimiliano Gallo), cantante neomelodico di scarso successo, ancora innamorato della sua vecchia fiamma, Autilia (Aida Turturro), con il sogno di sfondare all’estero, preferibilmente a Pechino, in Cina. Cina che, peraltro, rappresenta una minaccia per la supremazia di Ciccio Dop, e per il suo braccio destro, “il ragioniere”. Infatti anche il mercato dei latticini viene pian piano conquistato dai cinesi, i quali offrono mozzarelle di ottima qualità, ma a un prezzo dimezzato. Parallelamente a questo, Ciccio deve far fronte a una rivolta interna, che porterà alla sua morte, ma anche alla “nascita” di Sofia che, con l’aiuto del ragioniere, trova il modo di risollevare “l’attività di famiglia”, sancendo un accordo con i cinesi ed eliminando le minacce interne. Forzata risulta, invece, la presenza di Gigino ‘a Purpetta e de “Lo zingaro napoletano”, un personaggio misterioso, muto per gran parte del film, al quale è dedicata l’omonima canzone di Angelo Tatangelo (unico “successo” dell’artista).
Mozzarella Stories non è un film perfetto, la sceneggiatura non è sempre chiara e funzionale, ma riesce comunque ad attrarre lo spettatore, a farlo ridere e appassionare, mettendo in scena una storia nuova, originale e divertente, anche se talvolta eccessiva e kitsch. L’opera prima di De Angelis rimane forse troppo in bilico tra l’ironia e la violenza, non prende una posizione definitiva e questa sua sospensione ha ripercussioni sulla continuità del film, ma in generale il regista si può considerare soddisfatto del suo lavoro, soprattutto per la sua capacità di offrire al pubblico un prodotto finalmente fuori dagli schemi.

di Alice Romani

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