TU MI TURBI di Roberto Benigni (1983)

, Grandi Esordi

Tu mi turbi, esordio di Roberto Benigni alla regia, è un film diviso in quattro episodi di breve lunghezza (Durante Cristo, Angelo, In banca e I due militi), collegati tra loro da un argomento cardine, quello di Dio, inserito all’interno dei capitoli con modalità molto diverse. Tu mi turbi è un film comico e divertente, le cui idee di partenza sono certamente originali e sorprendenti. Tuttavia, nello sviluppo interno ai singoli capitoli finisce per prevalere una comicità piuttosto banale e, a tratti, noiosa. Nel primo capitolo troviamo un pastorello (Benigni, che qui e durante il terzo episodio assumerà lo pseudonimo di Benigno) impegnato a fare da baby-sitter al piccolo Gesù, il quale ha solo 5 anni, mentre Giuseppe e Maria sono fuori per cena. Mentre il bambino continua involontariamente a fare miracoli, il pastore gli racconta molte cose che poi gli saranno d’insegnamento per il futuro (ad esempio, gli insegna un trucco per far finta di moltiplicare pani e pesci). L’idea risulta nel complesso riuscita, anche se nell’episodio emerge una certa monotonia dettata dal fatto che Benigni è l’unico personaggio attivo, mentre il piccolo Gesù non parla mai. Nel secondo episodio Benigni è un uomo elegante che vaga per la città alla ricerca del suo angelo: intorno a lui si vedono uomini e donne che hanno ognuno al loro fianco un angelo. Quando riesce a trovarlo, nascosto in un albergo, scopre che è una donna (Olimpia Carlisi), di nome Angela, che però confessa a Benigno di essersi innamorata di un altro, e che si tratta di Dio. L’uomo è disperato, ma alla fine, quando la storia sta per chiudersi in tragedia, Benigno si sveglia: era solo un incubo. Segue il capitolo In banca, nel quale Benigni interpreta la parte di un povero ragazzotto goffo e impacciato che si reca in banca per chiedere un prestito con il quale procedere all’acquisto di una casa. Qui Dio è inserito trasversalmente nel discorso: è il direttore che fa di cognome Diotaiuti. Durante il dialogo con il direttore, il giovanotto, che non conosce per nulla i meccanismi bancari, si altera e i due arrivano allo scontro, tanto che verrà portato via dalla polizia e messo in carcere. Infine, l’ultimo episodio, I due militi, nel quale Benigni recita al fianco di Claudio Bigagli. I due colleghi davanti al monumento del milite ignoto hanno un lungo battibecco scherzoso, si stuzzicano l’un l’altro, si disturbano e si provocano, finché Benigni non arriverà a verificare l’esistenza di Dio chiedendogli di far nevicare. Una fitta nevicata sull’Altare della Patria chiude il quarto e ultimo capitolo del film, che nel complesso risulta gradevole, sebbene poco originale e un po’ monocorde. La verve di Benigni come attore sicuramente in questa prima prova prevale sulla sua tecnica registica, ma manca ancora certamente l’esperienza che avrebbe fatto di lui, in seguito, uno degli attori più apprezzati in Italia e all’estero.

di Daria Marcon

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