Le opere prime più premiate del 2016

, Fatti di cinema

E col 2016 se ne va una delle annate più prolifiche per gli esordi registici italiani, oltre che per gli interi comparti del nostro cinema. Dodici mesi contrassegnati da sperimentazioni formali e intriganti novità contenutistiche: dalla commedia corale di Paolo Genovese Perfetti sconosciuti, passando per Fuocoammare di Gianfranco Rosi, Lo chiamavano Jeeg Robot. È infatti il cinecomic all’italiana, anzi “alla romana”, di Gabriele Mainetti a classificarsi come opera prima più premiata dell’anno: con le sue sessantatré partecipazioni a festival e rassegne estere e nostrane, con cui ad oggi vanta ben quarantatré riconoscimenti (tra cui David di Donatello, Ciak d’oro, Globi, Nastri d’argento e ICFF Toronto), il film dà seguito al notevole successo riscosso al box office (un introito complessivo che si aggira intorno a poco più di 5 milioni), ritagliandosi così un posto di rispetto nella storia del grande schermo. Al secondo posto figura La ragazza del mondo di Marco Danieli che, dopo aver convinto il pubblico nella sezione Orizzonti di Venezia, dove ha ricevuto due Premi Pasinetti (assegnati ad entrambi gli interpreti), un Premio Brian e Lizzani, ha proseguito la sua sorprendente scia positiva anche in Europa. Si veda, per esempio, l’International Film Festival di Bratislava, dove a novembre il regista ha vinto il Premio come Miglior Regista, o la recente Rassegna sul cinema italiano di Toulouse, dove la pellicola ha ricevuto un Premio Speciale della Critica. Piccola parentesi su Il labirinto del silenzio: pur essendo stata distribuita tardi in Italia, l’opera prima del milanese Giulio Ricciarelli, di produzione tedesca, che avrebbe dovuto competere per l’Oscar 2016 al Miglior Film Straniero, continua da due anni ad essere insignita di menzioni e riconoscimenti. Oltre alla nomination come Miglior Regista Esordiente, ottenuta a luglio ai Nastri d’argento, il suo palmarès vanta ben undici premi ottenuti nelle diverse kermesse europee, tra le quali spicca sicuramente il Capri Hollywood. Un discorso a parte va fatto per Banat – Il viaggio di Adriano Valerio: il film che potrebbe ex aequo contendersi la seconda posizione con Danieli, pur annoverando ad oggi quattro riconoscimenti tra Gallio Film Festival, Premio Monty Banks, Social World Film Festival e Trieste Film Festival, è stato in lizza fino all’ultimo per Ciak, Globi, David e Nastri d’argento, riscuotendo diversi apprezzamenti da parte di critica e pubblico. Il tutto senza nulla togliere alle quarantacinque partecipazioni a festival e rassegne di cinema. Terzo posto per Wax – We are the X Generation di Lorenzo Corvino che, con il recente Premio Speciale della Giuria “La prima cosa bella” all’Asti Film Festival, totalizza otto premi e ben venti partecipazioni a festival e nomination, tra cui quella ai Ciak d’oro come Miglior Opera Prima. Da tenere d’occhio l’avanzare de Le ultime cose di Irene Dionisio, uscito nelle sale a fine settembre, il quale potrebbe serbare qualche sorpresa per i mesi che accompagneranno l’anno che verrà: dopo il clamore destato alla Settimana Internazionale della Critica, a cui sono poi seguiti altri encomi all’anzidetto Asti e presso il Festival du Film Italien de Villerupt, potrebbe col tempo guadagnarsi le attenzioni che merita. Il Due euro l’ora, prodotto da Achab Film in collaborazione con l’immancabile Rai Cinema, si accaparra la quarta posizione, a pari merito con Il nostro ultimo di Ludovico De Martino: se da un lato l’opera prima di Andrea D’Ambrosio fa furore principalmente in terra natia, nonostante abbia conseguito notevoli apprezzamenti anche fuori (si veda lo zenith de bronze conseguito al Festival di Montreal, dove l’Italia non vinceva dal 1988, o la partecipazione agli Human Rights Film Days in Turchia insieme a Fuocoammare); il secondo da prova di sé anche e soprattutto all’estero (giusto ad ottobre il lungometraggio ha vinto il Best Narrative Feature del neozelandese Kiwi International Film Festival e il Best Feature Film del Miami Indie Fest). A chiudere la hit Antonia dell’esordiente Ferdinando Cito Filomarino che, nonostante sia stato lanciato nelle sale lo scorso anno, vanta ancora un ottimo coefficienze nomination- premi tra gli ultimi Nastri d’argento, Gallio, Magna Graecia Film Festival  e via discorrendo. Da menzionare in ultimissima analisi Senza distanza di Andrea Di Iorio che, pur avendo cominciando da poco il proprio percorso festivaliero, vanta già tre riconoscimenti e diverse partecipazioni italiane ed internazionali: Melbourne Indie Film Festival, dove ha ricevuto il Premio alla Migliore attrice, Social World Film Festival, Festival MoliseCinema, Parma International Music Film Festival, Fano Film Festival, che lo ha visto vincitore per Miglior Film e Miglior Attrice, e Foggia Film Festival.  

di Francesco Milo Cordeschi

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