I FIGLI DELLA NOTTE di Andrea De Sica (2016)

, Opere Prime

Presentato alla 34ª edizione del Torino Film Festival, tenutasi nel capoluogo piemontese dal 18 al 26 novembre, I figli della notte costituisce l’esordio alla regia di Andrea De Sica. In un rigido collegio maschile situato tra lefigli-della-notte_1 Alpi si consuma la drammatica vicenda che coinvolge due ragazzi di diciassette anni: Giulio ed Edoardo. Il primo (interpretato da Vincenzo Crea) viene iscritto dalla madre con la scusa che l’isolamento della scuola avrebbe garantito le condizioni ideali per il suo studio, evitando possibili distrazioni. Ben presto il protagonista si accorge di non trovarsi in una scuola, bensì in una “prigione di lusso”: un luogo dove vige una disciplina ferrea, nessun movimento sfugge al controllo dei docenti, le attività dei ragazzi sono limitate a quelle proposte all’interno delle mura scolastiche ed ogni tipo di contatto con l’esterno è vietato. Giulio trova consolazione da questo disagio grazie all’amicizia con Edoardo (Ludovico Succio), un ragazzo da sempre abituato ad una vita goliardica, all’indipendenza e al divertimento, e che per questo, sin da subito, si sente soffocare in quel luogo di clausura. Il rapporto tra i due giovani si fa sempre più intenso, il sostegno reciproco e la solidarietà li aiuta a sopravvivere in quella gabbia opprimente. Finché una sera casualmente scoprono che, tra le nevi delle montagne e le tenebre di un bosco non lontano dal collegio, si nasconde un nightclub: musica elettronica, alcool, droga e belle donne. Qui i due conoscono Elena, una giovane ragazza che da anni vi lavora come prostituta. Così inizialmente questo luogo si rivela per loro un rifugio. Tuttavia, Edoardo si rende conto che anche questa casa di piaceri fa parte dell’“offerta formativa”. Persino in quel luogo gli studenti vengono controllati e, non potendo sopportare questa realtà, smette di recarvisi, al contrario di Giulio, il quale non interrompe la frequentazione, essendo fortemente legato ad Elena. L’ansia, l’oppressione, la sensazione di soffocamento si fanno sempre più pressanti nell’animo di Edoardo, il quale matura la decisione di scappare, tentando di coinvolgerefiglidellanotte_2 l’amico. Ci dovrà pur essere un modo per essere liberi. Un’insolita opera prima caratterizzata da suggestioni horror, suspense e colpi di scena. Quella di De Sica è una favola nera dal finale inaspettato e, per certi versi, indecifrabile per alcune scelte narrative. Il pubblico tutto, torinese e non solo, che nei giorni del festival ha riempito le sale cinematografiche, è rimasto a bocca aperta dopo la visione de I figli della notte. Che sia un reazione di ammirazione o di rigetto questo dipende dal gusto dello spettatore. Ma a prescindere dal giudizio positivo o negativo, il lungometraggio di De Sica è un’opera che lascia il segno.

di Elisabetta Moiraghi

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