34° Torino Film Festival: pubblicato ieri il programma ufficiale

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costa-gravasVenerdì prossimo, 18 novembre, partirà ufficialmente la trentaquattresima edizione del Torino Film Festival. A presiedere la giuria sarà il direttore della fotografia Ed Lanchman, forte delle sue esperienze a fianco di autori del calibro di Steven Soderbergh, Werner Herzog, Robert Altman e Jean-Luc Godard. A completare la giuria l’interprete israeliana Hadas Yaron, vincitrice della Coppa Volpi 2012, il regista romeno Adrian Sitaru, il direttore generale di German Films Service Mariette Rissenbeek e l’autore Don McKellar. Il Premio Maria Adriana Prolo alla carriera andrà a Costa-Gravas, maestro del cinema d’impegno politico, che vedrà proiettata la versione restaurata del suo Z – L’orgia del potere, Premio Oscar al Miglior Film Straniero nel 1970. i-figli-della-notteAnche quest’anno la principale sezione competitiva della kermesse sarà riservata ad opere prime, seconde e terze, proponendo ben quindici titoli dell’anno corrente provenienti da diverse nazioni. A rappresentare l’Italia sarà un dramma interamente girato in Alto Adige,  I figli della notte, primo lungometraggio di Andrea De Sica, nipote d’arte. Il festival, che in passato premiò autori come Tsai Ming-liang, Pietro Marcello e Damien Chazelle, si propone nuovamente di valorizzare le future promesse dell’audiovisivo, puntando sulle maggiori novità dal cinema indipendente internazionale. Lo scorso anno a trionfare fu il giovane belga Guillame Senez con l’opera prima Keeper, dando così seguito al prestigio già acquisito a Locarno. Questa edizione potrebbe riservare molte interessanti sorprese.  Si parte venerdì con christineBetween Us di Rafael Palacio Illingworth, commedia dalle atmosfere grottesche che rende onore a grandi cineasti della Hollywood anni ’70 (fra tutti Cassavetes). Grandi aspettative per i film che andranno a costellare il concorso principale, fra tutti Christine di Antonio Campos, che racconta la tragica vicenda della cronista americana Christine Chubbuck, morta suicida in diretta nel 1975. Altre opere in competizione degne di nota sono Avant les rues di Chloè Leriche, Los Decentes di Lukas Valenta Rinner, Lady Macbeth di William Oldroyd, Porto di Gabe Klinger e Wir Die Flut di Sebastian Hilger. Tra le anteprime troviamo il documentario L’arte della danza di Roberto Bolle e La felicità umana di Maurizio Zaccaro. La sezione After Hours dedicherà, come sempre, attenzione al cinema di genere, all’horror e alla sperimentazione. animal-politicoChi mi ha incontrato, non mi ha visto di Bruno Bigoni fa già parlare di sé. Il film è un mockumentary sull’immagine e la memoria che descrive con ironia corrosiva le istituzioni del potere. Da tener d’occhio anche Animal Polìtico di Tião, ritratto grottesco di una mucca in crisi di identità che bighellona nel deserto, Antiporno di Sion Sono, che rilegge il pinku eiga (il softcore giapponese), e l’irrinunciabile retrospettiva su Mario Bava con La maschera del demonio. Ben due le categorie riservate ai documentari: L’internazionale.doc presenterà undici opere provenienti da nove paesi, mentre l’italiana.doc ne schiererà otto, tra cui il debutto di Pierpaolo De Sanctis con A pugni chiusi e A bitter story di Francesco Bono, realizzato ai piedi delle Alpi torinesi. Da non omettere i fuori concorso: Author. The JT Leroy Story di Jeff Feuerzeig, Colossale sentimento di Fabrizio Ferraro, La Femme aux cent visages di Jean-Daniel Pollet, Parle-Moi Encore di Jean-Paul Fargier, Ta’ang di Wang Bing e Wrong Elements di Jonathan Littell. Approfondimenti e news sul sito ufficiale: www.torinofilmfest.org

di Francesco Milo Cordeschi

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