Si conclude l’XI Festa del Cinema di Roma: film premiati e ultimi incontri

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Chiude i battenti questa undicesima edizione della cine-kermesse capitolina. Dieci giorni all’insegna di proiezioni, eventi speciali, incontri ravvicinati e omaggi retrospettivi, che hanno reso partecipe l’intera Città Eterna. Il direttore artistico Antonio Monda, riconfermato anche quest’anno, antonio-mondain più di un’occasione ha tenuto a ribadire la natura festosa della manifestazione, aspetto che la contraddistinguerebbe dalle altre e che è stato evidenziato anche da alcuni ospiti. Tra questi, Viggo Mortensen che, in occasione del faccia a faccia avuto col pubblico, ha voluto spendere una parola sull’importanza di tale spirito: «Il cinema è esattamente questo. Una Festa». L’interprete newyorkese è stato uno dei grandi protagonisti di questi ultimi giorni. Infatti, l’opera seconda di Matt Ross, Captain Fantastic, che lo vede nei panni di un bizzarro e dirompente padre di famiglia, si è aggiudicata il Premio del Pubblico BNL, incassando quasi l’80% dei consensi da parte degli spettatori. Un successo che effettivamente era nell’aria, visto il grande riscontro avuto anche dalla critica: «Un film che premia lo spirito di questa edizione della Festa, unendo un pubblico di spettatori adulti e appassionati ai ragazzi delle scuole, che hanno riempito, entusiasti, le proiezioni a loro dedicate» hanno commentato a caldo Fabio Bettini e Gianluca Giannelli, entrambi direttori artistici di Alice nella città. «L’incontro che Mortensen ha avuto coi ragazzi è stato uno dei momenti più emozionanti e significativi di quest’anno. Saremo felici dicaptain-fantastic sostenere il film in occasione dell’uscita italiana». Peculiarità della pellicola sta nell’aver fuso le due realtà collaterali di spicco della Festa: la Selezione Ufficiale e il concorso Young/Adult di Alice nella città, sezione dedicata alle nuove rivelazioni dell’audiovisivo e soprattutto agli spettatori più giovani. Il pubblico ha optato per la scelta più intelligente, dando così un apporto decisivo al prestigio dell’intera iniziativa. Cosa che si auspica possa avere i suoi buoni effetti anche negli anni avvenire, soprattutto per quanto riguarda la media qualitativa delle opere selezionate. Se da un lato, infatti, alcuni film si sono decisamente mostrati all’altezza di una competizione di spessore (si vedano Manchester by the Sea di Kenneth Lonergan, Afterimage di Andrzej Wajda, Sing Street di John Carney, Train to Busan di Yeon Sang-ho e soprattutto le opere prime Una di Benedict Andrews, Lion di Garth Davis e The Eagle Huntress di Otto Bell), dall’altro non sono mancati flop e perplessità. Sicuramente Alice nella città, oltre ad aver proposto alcune tra le più importanti rivelazioni della stagione, ci ha offerto una programmazione ricca di sorprese e novità. Basti pensare al bellissimo Kicks dell’esordiente Justin Tipping, premiato come Miglior Film nella sezione Young/Adult: un diamante grezzo, dalla regia briosa e al contempokicks lirista. Un piccolo capolavoro che ha per cornice il degrado urbano e morale delle vie periferiche californiane. Ha motivato la giuria: «Per la realtà feroce messa in luce da un continuo e potente scambio tra immagini e suono, che eleva la tragica e violenta condizione delle periferie a personale odissea urbana del giovane Brandon. Il film sorprende per la propria originalità, facendo riflettere sulla futilità della violenza e sull’orrore che inevitabilmente scatena se applicata». Ottimo seguito anche per Little Wing, opera prima della regista finlandese Selma Vilhunen, che porta a casa per voto unanime il Premio Taodue “Camera d’oro” 2016. Il film racconta le vicissitudini di Varpu, tormentata adolescente, che, stufatasi della madre “eterna bambina”, intraprende un viaggio in solitaria verso Nord alla ricerca del padre mai conosciuto. Un road movie leggero chelittle-wing rende onore ai più bei testi di formazione. «Per la straordinaria capacità di raccontare un viaggio di formazione spiazzante, in cui i rapporti tra genitori e figli apparentemente si ribaltano. Per la capacità di emozionare grazie alle strade parallele cui ti costringono la vita e l’arte quando ti attraversano». Questa la motivazione della giuria. Il tutto senza nulla togliere alle altre pellicole di qualità che hanno costellato le diverse categorie, conferendo così notevole prestigio alla sezione: 3 generation – Una famiglia quasi perfetta di Gaby Dellal, Goodbye Berlin di Fatih Akin, Layla M. di Mijke de Jong, Louise en hiver di Jean-François Laguionie (fuori concorso) e 2Night di Ivan Silvestrini (per la sezione Panorama). Punto di forza di questa Festa sono stati senz’altro gli incontri. Ieri infatti si sono susseguite le ultime sfilate lungo il red carpet dell’Auditorium: protagonisti Elio e le Storie Tese e il Premio Oscar Roberto Benigni, che nella Sala Sinopoli ha poi incontrato il pubblico. Una degna chiusura al ricco parterre di ospiti, che ha deliziato, in questi giorni, gli spettatori con chiccheroberto-benigni e riflessioni. Come Don DeLillo, che ha esibito a sorpresa un’inaspettata adorazione verso il cinema del maestro Antonioni, e Renzo Arbore, il quale ha commentato alcune tra le sequenze più memorabili di Pap’occhio (1980) e FFSS – Federico Fellini South Story (1983). Andando a ritroso, ricordiamo anche i grandi interventi di Paolo Conte, Meryl Streep, David Mamet e Tom Hanks.
Dunque, nel complesso un buon epilogo, soprattutto a fronte del positivo bilancio riscontrato a fine manifestazione (26 i paesi stranieri coinvolti, circa il 6% in più di accrediti e il 13% di biglietti venduti). «Questi dati mi esaltano: il pubblico è aumentato del 18% e la stampa estera ha pubblicato il 38% in più di articoli su di noi rispetto alla scorsa stagione» ha asserito con entusiasmo il direttore artistico Monda. «Anche l’Angola ha parlato della Festa del Cinema, senza contare le maggiori testate americane. Abbiamo coinvolto il carcere di Rebibbia, con i detenuti che hanno organizzato uno spettacolo da vedere in streaming. Questi sono i segni diversi di una grande conquista, che è arrivata a ritmo di musica con Jovanotti, Paolo Conte e Bublè. Tutti i dati hanno un segno positivo, quasi sempre a doppia cifra». L’appuntamento è dunque per il prossimo anno, con l’auspicio che quanto ottenuto in questi giorni possa consolidare e accrescere il prestigio della manifestazione.

di Francesco Milo Cordeschi

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