Il momento degli esordi: mentre “Jeeg Robot” sogna la Notte degli Oscar, “L’attesa” di Messina vola a Hong Kong

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Non è bastata la candidatura de Lo chiamavano Jeeg Robot nel settetto dei titoli italiani in corsa all’Oscar. Ieri è di fatto partita la quinta edizione di “Cine Italiano! – Cinema Italian Style”, manifestazione prodotta da Istituto Luce Cinecittà, che porta quest’anno nelle maggiori metropoli asiatiche sette dei film italiani più rappresentativi della stagione, tra cui L’attesa, portentoso ecine-italiano1sordio alla regia di Piero Messina. Ospite della cerimonia di apertura è stata Maria Sole Tognazzi (il suo Io e Lei verrà oggi presentato a pubblico e stampa locale), mentre Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, anche lui in gara alla nomina per l’agognata statuetta, ha poi aperto le danze. Quest’ultimo, conclamato al botteghino e forte di un notevole palmares (David di Donatello, Nastri d’argento, Globi d’oro, Ciak e non solo), verrà ben presto distribuito nelle sale di Hong Kong; il tutto senza considerare le voci di corridoio inerenti ai possibili remake che potrebbero susseguirsi nel mondo. «Abbiamo accettato questa sfida ben cinque anni fa, forti delle esperienze già maturate con l’Hong Kong International Film Festival Society (HKIFFS) e del supporto entusiasta del Consolato Generale e dell’Istituto Italiano di Cultura» ha dichiarato Roberto Cicutto, presidente e amministratore delegato di Istituto Luce Cinecittà: «Avendo già consolidato interesse ed attenzione per i grandi classici italiani,  la naturale evoluzione è stata proporre al pubblico di Hong Kong il cinema italiano contemporaneo, che programmiamo in un multisala, di fianco a colossi asiatici e americani, ottenendo una grandissima attenzione sia di pubblico che di stampa». Ha aggiunto Roger Garcia, Direttore Esecutivo dell’HKIFF: «Siamo onorati di lavorare anche quest’anno con Istituto Luce Cinecittà e con l’Istituto Italiano di Cultura per una nuova edizione di “Cine Italiano!”, contijeeg-robot-oscarnuando a presentare al nostro pubblico una selezione dei migliori film italiani sia classici che contemporanei». Le confessioni di Roberto Andò, Veloce come il vento di Matteo Rovere, Suburra di Stefano Sollima, altro film in pole position per l’Academy Award, e Fiore di Claudio Giovannesi: questi gli altri quattro titoli che chiuderanno la selezione ufficiale. Da non tralasciare inoltre lo spazio che il multisala The Grand serberà a Nuovo Cinema Paradiso, eterno capolavoro di Giuseppe Tornatore, Premio Oscar 1990, di cui verrà proiettata la copia egregiamente restaurata in digitale grazie al supporto di Dolce & Gabbana (in collaborazione con Luce Cinecittà e la Cineteca di Bologna). «Il successo di “Cine Italiano!” nelle passate quattro anni ci rende ottimisti per questa quinta edizione» ha asserito Antonello De Riu, Console Generale d’Italia a Hong Kong: «speriamo di continuare a portare le più belle storie che il cinema italiano classico e contemporaneo ha raccontato e continua a raccontare, mostrando al pubblico le nostre tradizioni e le nostre peculiarità». Per ciò che concerne i magnifici sette che potrebbero giocarsi una chance alla “mecca del cinema”, c’è grande aspettativa per l’opera prima di Gabriele Mainetti, la quale potrebbe consolidare la prosopopea costruitasi fin’ora non soltanto in Italia, a suon di premi e incassi, ma anche oltreoceano (da annoverare il Premio della critica riscosso all’ICFF di Toronto). In aggiunta ai titoli già sopraelencati, dovrà però fare i conti con Indivisibili del visionario Edoardo De Angelis, fresco vincitore del Premio Pasinetti 2016 a Venezia, e soprattutto col Fuocoammare di Gianfranco Rosi. Per scoprire su chi cadrà la scelta della commissione  speciale di Hollywood (e tanto più se cadrà sull’Italia) bisognerà ancora attendere; il tutto nella speranza che, sull’esempio de Il figlio di Saul, trionfante debutto dell’ungherese László Nemes, possa finalmente spettare ad un esordio rappresentare il nostro cinema.

di Francesco Milo Cordeschi

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